Mbappé: "Deschamps ct dell'Italia? Sarebbe brutto, è francese, è... nostro"

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La stella della Francia respinge le voci che vorrebbero il tecnico dei Bleus in Italia: "L'ho sentito dire ma..." 

Alessandro Grandesso

12 giugno - 09:59 - MILANO

Didier Deschamps non si preclude nulla. Neanche l'idea di passare direttamente dalla Francia all'Italia. Come c.t., si intende. Una virata, potenziale, che però non piace al suo capitano. Per Kylian Mbappé, infatti, vedere l'attuale guida dei Bleus sulla panchina degli Azzurri, sarebbe semplicemente “brutto”, come spiega in un'intervista alla rete francese M6. 

FUTURO

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Eppure, per Deschamps tutto è possibile. Dopo 14 anni da c.t. dei Bleus, l'ex centrocampista considera di poter scegliere liberamente il suo futuro. Anche perché il francese, come ribadisce per l'ennesima volta oggi in un'intervista al quotidiano Le Figaro, non si vede vivere lontano dal calcio: “Smetterò il più tardi possibile. Fare questo mestiere è la mia adrenalina e finché mi sentirò in grado di farlo, continuerò. Non sono il tipo che può vivere senza saper cosa fare il giorno dopo, anche se ciò non mi impedirebbe di prendere una pausa se fosse necessario”. Deschamps non esclude nulla e sa di essere corteggiato. Anche in Italia, sua seconda patria. Così, un mese fa, aveva precisato di non vietarsi alcuna prospettiva, neppure quella di allenare l'Italia. Oppure, come confermato nei giorni scorsi alla Gazzetta, di tornare in Serie A, stavolta da allenatore e non necessariamente alla Juventus: “Il campionato italiano rimane di qualità con tanti allenatori e giocatori di livello. Vedo che molti allenatori che hanno un passato specifico con certi club poi allenano altre squadre”. 

MESSAGGIO

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Insomma, Deschamps sta preparando il terreno per il proseguimento della sua carriera. A fine Mondiale lascerà i Bleus a Zidane. Nel frattempo, però rimane la guida di una Francia favorita. E quindi nel raggio di azione del suo capitano Mbappé cui non sfugge nulla: “Lo vedo sorridente – ha spiegato il fuoriclasse, anche con un tono leggero – ed è anche più flessibile. In passato l'ho conosciuto più duro, ma è la sua qualità quella di sapersi adattare alle nuove generazioni. Il che non è facile, ma lui non ha mai cambiato il messaggio. Cerchiamo di approfittare al massimo della sua presenza e di rendergli omaggio, vincendo come piace a lui. Spero però che non allenai altre nazionali. Ho visto che si è parlato dell'Italia. Sarebbe brutto. Didier è francese, è nostro”.

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