(di Patrizia Vacalebri)
"L'artista solitario, il designer
sulla torre non esiste più. Oggi, anche nelle grandi aziende, si
lavora in team, uomini e donne. E questi team sono sparsi in
tutto il mondo. Nel 1992 lavoravo da Fendi. Carla Fendi mi mandò
a controllare se in India c'erano bambini sfruttati nei
laboratori. Lei ne era terrorizzata. Invece rimasi stupita nel
trovare soltanto uomini adulti che lavoravano da decenni con
grande maestria. A dimostrazione che la moda è un settore che
solo nella nostra cultura e nella storia occidentale è più
legato al mondo femminile. In altre latitudini non c'è questa
divisione sessista. E ciò anche a conferma che le eccellenze
possono trovarsi in tutti i paesi del mondo, non solo in Italia.
Io sono felice che il mio lavoro mi abbia portata a conoscere
realtà diverse dalla nostra". È Maria Grazia Chiuri, direttrice
creativa di Fendi, a parlare così al pubblico di studenti delle
accademie, nell'Auditorium della Nuvola a Roma, nel corso del
talk intitolato, "Subculture, corpo e moda", atteso incontro
della seconda edizione della rassegna Forma, dedicata agli
studenti delle accademie di moda.
Chiuri si rivolge alla platea in dialogo con la teorica della
moda Maria Luisa Frisa, con la scrittrice Chiara Valerio, che fa
da conduttrice, con la storica Domitilla Dardi e soprattutto con
Karishma Swali, presidente della Chanakya Foundation e
direttrice creativa della Chanakya School of Craft, con sedi a
Mumbai e a Bologna, maison tessile e di ricamo che intende
conservare e promuovere le tecniche di artigianato e savoir
faire indiano, ed essere uno strumento di emancipazione per
donne con basso reddito. Chanakya è stato fondato oltre 40 anni
fa dal padre di Karisma, ma è diventato Chanakya School of Craft
con Karishma nel 2016, sotto la guida di Chiuri, allora
direttrice creativa Dior women's collection.
"La Chanakya School of Craft - precisa Karishma - non
concentra soltanto centinaia di scuole sartoriali indiane, ma
crea nuovi punti di vista e opportunità. Una volta che le donne
hanno studiato da noi possono scegliere come lavorare, se
entrare in atelier misti, se lavorare con artisti internazionali
oppure come sarte specializzate".
Alla domanda come fare moda oggi, Chiuri risponde: "È
diventata una cosa molto complessa, secondo i brand e i gruppi
per cui si lavora. La cosa importante per me è stata quella di
intrecciare delle relazioni. Ma anche leggere è stato
fondamentale per me. Bisogna avere la consapevolezza di ciò che
si fa". "Infatti - rivela Domitilla Dardi - Maria Grazia mi ha
chiamata qui perché incuriosita dal mio libro, "Cucire
Universi", di Einaudi, dove spiego l'origine di certi
preconcetti. Ad esempio, tutti ci hanno insegnato che pittura e
scultura sono importanti e cucire e ricamare sono, erano, hobbiy
femminili. Ma tutto ciò esiste solo nella cultura occidentale,
perché ad esempio in Giappone, il vero 'abitare del corpo', non
è la casa, ma il kimono. Ancora oggi ho riscontrato
discriminazioni contro i maschi che vogliono fare questo lavoro,
ma è un errore culturale, che relega la moda a subcultura
femminile".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 giorno fa
3








English (US) ·