Una giornata perfetta fa da cornice alla Granfondo sulle salite più belle: vittorie da record per Cavallo e Meyer
Una delle più belle edizioni della Maratona dles Dolomites - Enel degli ultimi anni. "Il tempo ci ha dato una grossa mano - ammette il direttore del comitato organizzatore Claudio Canins - non capita tutti gli anni che dal giovedì alla domenica non cada una goccia d’acqua. Godersi le montagne con questo clima è qualcosa di speciale". Quella di domenica è stata la giornata che tutti i i ciclisti sognano per pedalare: asciutta, soleggiata, tiepida ma non troppo calda, con solo un po’ di vento contrario sul Falzarego. Forse anche per questo i due vincitori, Luca Cavallo e la tedesca Janine Meyer, hanno trionfato ottenendo i record assoluti sul percorso Maratona: 4 ore 21’23” per il 27enne che l’anno prossimo potrebbe tornare nella categoria Elite ("Vado più forte di due anni fa, quando correvo ai quei livelli"), 4 ore 59’16” (prima donna della storia sotto le 5 ore) per la tedesca). Ma anche gli ultimi eroi, accolti all’arrivo di Corvara dagli applausi del patron Michil Costa in persona e dalla medaglia in legno realizzata a mano dallo scultore Daniel Frenes, hanno potuto arrancare sul Mur dl Giat senza l’assillo della pioggia, che a tratti aveva disturbato le ultime due edizioni.
CARRELLATA DI VIP
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Quasi sapessero prima che sarebbe stata una giornata speciale, sono stati moltissimi i vip che hanno preso il via alle 6.30 da La Villa. Manfred Moelgg, più tirato che mai dopo aver smesso con lo sci, ha chiuso al 55° posto assoluto nel lungo ("Ma che fatica sul Giau"). Fabio Aru e Vincenzo Nibali, prima di scherzare con le telecamere nel falsopiano che porta al Passo Gardena, hanno fatto vedere che il motore non sparisce quando ci si stacca il numero. Gli sciatori Giovanni Franzoni ("Peccato, non sono stato bene negli ultimi giorni, altrimenti almeno il medio lo avrei fatto" e Mattia Casse hanno spinto sul percorso Sellaronda, mentre Jorge Martin ha lasciato tutti a bocca aperta per come ha saputo spingere in salita. Il pilota spagnolo dell’Aprilia, campione del mondo della MotoGP nel 2024, ha percorso i 106 km del medio con il notevolissimo tempo di 4 ore 10’02. In gara con il suo numero 89, ha naturalmente evitato di correre inutili rischi in discesa prima del GP di Germania al Sachsenring, ma ha mostrato un feeling davvero notevole con la bicicletta. E Martin si era fatto apprezzare dal pubblico delle due ruote senza motore sabato al Villaggio di Badia, ospite dello stand di Fausto Pinarello, in una tre giorni di eventi che ha visto moltissimi visitatori e che ha ampliato il raggio dell’evento, come testimonia il dj set allestito in pieno centro a Corvara che ha avuto un elevatissimo gradimento. Perché la Maratona non è solo la gara della domenica.
ANCHE IL PAPA
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La dimensione sempre più internazionale della Maratona (il 50% degli 8.008 partecipanti proveniva dall’estero, con il 13,5% di donne) ha trovato la massima espressione nella benedizione indirizzata da Papa Leone XIV a tutti i cicloamatori, che è stata letta durante la consueta diretta Rai. Il Pontefice ha così espresso la sua vicinanza al mondo della bici, in un’edizione in cui il tema era quello della pace. Archiviato il successo della trentanovesima, è già tempo di pensare al 2027, anno in cui la Maratona taglierà il traguardo delle 40 edizioni. «Stanno già piovendo idee sui nostri tavoli - ammette Canins - ma ci penseremo con calma. Di sicuro faremo qualcosa di speciale». «Saranno i 40 anni della Maratona - ha dichiarato Michil Costa - e li pedaleremo insieme al ritmo della Mujiga, la musica. Una musica sincera, che non chiede passaporti né traduzioni, in grado di armonizzare le differenze e di dare valore a ogni voce".










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