Manutenzione batterie auto ibride ed elettriche: come si fa, chi la fa e quanto costa

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Sempre più auto sono oggi dotate di una batteria ad alto voltaggio e la manutenzione di questo componente, ordinaria o straordinaria, è fondamentale per mantenere prestazioni alte e consumi bassi

Giuseppe Croce

28 luglio - 09:32 - MILANO

Prima sono arrivate lefull hybrid, poi le mild hybrid e le plug-in hybrid, fino alla diffusione delle auto elettriche al 100%, senza motore termico. Tutte queste tipologie di auto, che sono sempre più comuni sulle nostre strade, hanno in comune una cosa: una batteria ad alta tensione, più o meno grande, che prima o poi richiederà una manutenzione da parte di un tecnico qualificato. Finché l'auto è in garanzia, il problema è più della casa automobilistica che dell'acquirente, ma col passare degli anni chi ha comprato un'auto ibrida o elettrica dovrà prima o poi farsi due domande: che manutenzione richiede la batteria e, soprattutto, chi la fa e a che prezzi?

BATTERIE: QUALE MANUTENZIONE

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Tutte le batterie delle auto ibride ed elettriche sono contenute in un involucro metallico, il cosiddetto "pacco batteria", che ha al suo interno le celle, cioè le batterie vere e proprie. In alcuni casi le celle sono cilindriche, simili alle classiche pile che usiamo per alimentare molti dispositivi elettronici, in altri casi le celle sono prismatiche, cioè a forma di parallelepipedo, in altri ancora sono a forma di tubo. In tutti i casi molte celle vengono montate all'interno del pacco batteria in serie e/o in parallelo per arrivare al voltaggio e alla potenza necessarie per alimentare il motore elettrico dell'auto e quasi sempre vengono raggruppate in moduli, che poi vengono a loro volta raggruppati all'interno del pacco batteria. Tutta questa struttura ha molti connettori in rame, che col tempo si possono ossidare, e ha un sistema di raffreddamento basato su una o più ventole che fanno circolare l'aria su un radiatore per tenere le celle alla temperatura ideale. Il caldo, infatti, è nemico sia delle batterie che di tutta l'elettronica di gestione del pacco. Il sistema di raffreddamento, con il tempo, incamera polvere e sporco e la ventola, invecchiando, può perdere potenza e raffreddare molto meno di quanto dovrebbe. Man mano che il sistema di raffreddamento della batteria inizia a perdere efficienza, poi, le celle iniziano ad andare in sofferenza. Ma non tutte allo stesso modo: di solito quelle posizionate nella parte centrale del pacco si raffreddano peggio, quindi invecchiano prima e iniziano a tollerare sempre meno le temperature più elevate. Ciò provoca una perdita di performance di tutto il pacco batteria, che riesce ad erogare meno potenza. Per risolvere questo problema, però, c'è un "trucco" che chi fa manutenzione da anni alle batterie conosce e applica regolarmente: "Abbiamo scoperto - ci spiega Giocondo Lombardi, titolare dell'officina Doctor Hybrid di Cinisello Balsamo (Mi) - che cambiando posizione ai moduli e mettendo quelle più usurate all'esterno, dove prendono più fresco, buona parte del problema si risolve e la vita della batteria si allunga parecchio". Lombardi, inoltre, ha messo a punto quella che lui stesso ha ribattezzato "manutenzione profonda" del pacco batteria, una pulizia estremamente accurata dell'accumulatore: "Apro il pacco batteria e cambio i contatti, metto quelli di nichel che non si ossidano più. Poi ribilancio tutte le celle con un apposito strumento che le scarica e le ricarica in parallelo per una notte e un giorno interi, in modo da togliere quel po' di effetto memoria che è rimasto. Poi sposto le coppie centrali delle celle dai lati mettendole all'esterno. Poi pulisco tutti i condotti e le ventole del sistema di raffreddamento". In totale, l'auto resta in officina per circa tre giorni e il cliente spende 250 euro. Non molto, considerando che Lombardi consiglia di effettuare questa pulizia ogni 100 mila chilometri: "Con una manutenzione regolare una batteria può durare anche più di 250 mila chilometri. Poi dipende anche da fattori ambientali: mi hanno spedito due batterie delle Yaris della Polizia Municipale di Salerno che avevano i contatti distrutti dalla salsedine dopo appena 100.000 chilometri, ma conosco un tassista di Milano con una Prius che a 280.000 chilometri va ancora benissimo".

GARANZIA E TAGLIANDI BATTERIA

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Quasi sempre le auto elettriche ed ibride hanno una garanzia specifica sul pacco batteria, che può durare meno o (raramente) di più della garanzia generale sull'auto. Al momento del tagliando, però, le officine delle case automobilistiche si limitano a pochi semplici interventi di controllo e manutenzione sull'accumulatore. I controlli sono prettamente elettronici: tramite lo scanner Obd rilevano eventuali problemi alla batteria e, se non ce ne sono, non fanno altro. La manutenzione principale, invece, si limita a controllare lo stato dei connettori esterni del pacco batteria e al cambio del filtro dell'aria in ingresso al sistema di raffreddamento. Se lo scanner non rileva nessun problema, quindi, l'officina autorizzata della casa madre non apre mai il pacco batteria per vedere in che stato sono le celle e le altre componenti al suo interno. Se ci sono problemi, invece, a volte le case automobilistiche si affidano da officine esterne per risolverli: "Parecchie concessionarie si appoggiano a noi per interventi in garanzia su auto full hybrid, mild hybrid, plug-in hybrid ed elettriche perché non riescono a individuare o riparare il problema - ci spiega Alberto Gullà, responsabile tecnico di Officine Gullà di Limbiate (MB) -. In questo caso, ovviamente, il cliente non paga perché la riparazione è coperta dalla garanzia anche se l'intervento l facciamo noi. Se la batteria è fuori garanzia, invece, è tutto a carico del cliente". Gullà consiglia di effettuare una manutenzione alla batteria molto frequente: ogni 30.000 chilometri per le full hybrid, ogni 20.000 chilometri per le elettriche, con prezzi che possono andare dai 150 ai 350 euro, sempre che non ci siano grossi danni da riparare. I segnali di invecchiamento della batteria, nel caso delle full hybird e plug-in hybrid, sono una scarica e una ricarica della batteria più veloce del normale. La durata della batteria è molto breve e il motore termico lavora di più, quindi i consumi di carburante salgono. Sulle elettriche, invece, il segnale principe è la riduzione dell'autonomia con la batteria carica al 100%.

SECONDA MANO E BATTERIE

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In molti non se ne sono accorti, ma le auto ibride sono sul mercato italiano da una ventina d'anni. Non è per nulla strano, quindi, che ci sia già un consistente mercato delle auto ibride di seconda mano e, a dirla tutta, iniziano a crescere anche i numeri del mercato delle elettriche di seconda mano. Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di auto con garanzia sulla batteria ormai scaduta, che poi è il motivo principale che spinge molto i possessori di auto ibrida o elettrica a vendere il veicolo, temendo di dover pagare costose riparazioni fuori garanzia. Queste vetture, comprate di seconda mano, a volte necessitano di una manutenzione straordinaria alla batteria da parte del nuovo proprietario: "In questo momento - spiega ancora Gullà - abbiamo molto lavoro con le auto del gruppo Toyota-Lexus, con le Honda, con le Citroen e le Peugeot, che sono le prime case che hanno iniziato con i sistemi ibridi, a partire dal 2005-2006. In parallelo sta crescendo il mercato delle riparazioni dei primi veicoli 100% elettrici, in particolare Nissan Leaf e Renault Zoe. Su queste ultime andiamo a fare la sostituzione dei pacchi batterie". Lecito, dunque, chiedersi se oggi ci si possa fidare e comprare senza pensieri una vettura ibrida o elettrica di seconda mano. La risposta non è sempre sì: "A garanzia scaduta - avverte Lombardi - lei compra un'auto ibrida e si deve sempre aspettare che può esserci il farabutto di turno, che vede sul display il messaggio d'errore 'Controllare sistema ibrido' e porta l'auto in officina a farsi annullare l'errore via Obd. Poi mette in vendita l'auto e lei la compra. L'auto non ha problemi apparenti per una settimana, un mese o anche più, ma poi l'errore torna e la riparazione la deve pagare lei". Se il venditore è onesto, invece, ha fatto tutti i tagliandi in casa madre e non ha nascosto nulla, ma come abbiamo già visto la manutenzione alla batteria fatta dalle officine delle concessionarie è prettamente strumentale. Sulle elettriche di vecchia generazione, secondo Gullà, la situazione è diversa: "Per la nostra esperienza, abbiamo visto che quello che incide maggiormente è l'età della batteria: il degrado della batteria ci sarà sempre, ogni anno. Spesso arriviamo al decimo anno con un degrado così importante che la batteria va sostituita". Secondo l'esperienza di Gullà, infatti, dopo un decennio molte auto elettriche offrono un'autonomia residua pari ad appena il 30-40% di quella iniziale. La buona notizia, invece, è che entrambe le officine sono d'accordo sul fatto che la situazione sta migliorando negli ultimi anni e sia le batterie per le ibride che quelle per le elettriche oggi sembrano durare di più ed essere più resistenti alle condizioni ambientali avverse. Le nuove batterie delle case cinesi, come le Blade Battery di Byd con 10 anni di garanzia, potrebbero quindi essere effettivamente ancora molto performanti tra un decennio: "I cinesi sono molto avanti rispetto agli europei - ammette Gullà - Consideri che già oggi noi compriamo e montiamo pacchi batteria cinesi con tre o addirittura cinque anni di garanzia, in after market".

CHI FA LA MANUTENZIONE

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La manutenzione ordinaria di base delle batterie delle auto elettriche ed ibride viene eseguita ad ogni tagliando dalla casa madre e, finché la batteria è in garanzia, non si paga. Quando la garanzia è scaduta, invece, spesso serve una manutenzione più approfondita che non viene eseguita nelle officine autorizzate dei costruttori. Bisogna rivolgersi, dunque, a officine indipendenti, purché siano qualificate a mettere mano sulle batterie che non sono solo componenti costosi e delicati, ma anche pericolosi: una scarica elettrica ad alta tensione può persino uccidere una persona. Il personale dell'officina, per questo, deve seguire dei corsi specifici ed ottenere la qualifica Pes-Pav-Pei: se il meccanico non ce l'ha, allora è sostanzialmente un abusivo.

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