"L'Italia è tra i protagonisti del
programma Artemis intanto perché lavora insieme all'Esa su una
serie di componenti che fanno parte della logistica del ritorno
alla Luna per restare, l'Agenzia spaziale italiana ha in
cantiere un modulo abitativo lunare in grado di stare sul suolo
lunare, un progetto pioneristico trattandosi del primo modulo
concepito a tal fine, un'eredità di Alenia Space. Il fatto che
ci sia anche l'accordo per avere un astronauta italiano sulla
Luna, non sappiamo ancora quando, ci riempie di orgoglio e
faccio il tifo affinché ciò avvenga il più presto possibile".
Così il primo astronauta italiano Franco Malerba intervistato
dall'ANSA a Genova commenta la missione spaziale in corso
Artemis II guidata dalla Nasa con la collaborazione dell'Agenzia
spaziale europea.
"Artemis II è una missione molto importante dal punto di
vista della verifica tecnologica di un sistema di trasporto
nuovo verso la Luna che anticipa l'impegno della Nasa per il
ritorno alla Luna per restare - continua Malerba -. A differenza
del 1969 quando ci fu la grande impresa che da bambini abbiamo
seguito con grande emozione, adesso si tratta di tornare sulla
Luna per restarci, creare infrastrutture e una filiera di
attività che consenta di rimanere costruendo una sorta di ponte
ideale tra Terra e Luna. La missione è ancora un passo
intermedio, soltanto nel 2028 ci sarà un vero e proprio
allunaggio. È in corso una rielaborazione della strategia del
ritorno alla Luna con il nuovo amministratore della Nasa Jared
Isaacman, che tra l'altro è un astronauta anche lui, un
astronauta commerciale su una delle missioni Axiom, secondo cui
bisogna investire di più sull'infrastruttura di superficie
trasferendo a privati come SpaceX la grana del trasporto dalla
Terra alla Luna".
La colonizzazione della Luna cosa comporterà in termini di
risorse utili per l'uomo? "Ci sono teorie sull'elio-3 e dei
particolari gas utili per la produzione di energia nucleare
sulla Luna, tra l'altro di energia nucleare sulla Luna avremo
bisogno perché il nostro satellite ha il giorno che dura
quattordici giorni e la notte che ne dura altrettanti - replica
Malerba -. La notte lunare è un qualcosa di molto lungo, che non
si può affrontare con i pannelli solari, quindi le alternative
sono solo due o ci si sta solo di giorno oppure di notte si deve
trovare una sorgente stabile di energia. In realtà io credo che
la Luna sia un eccellente laboratorio per creare una filiera di
competenze che poi serviranno sulla Terra, le competenze
dell'edilizia lunare potrebbero essere trasferite sulla Terra,
chissà impareremo a fare dei pannelli super coibentati ed
efficaci, credo di più alla Luna-laboratorio che non all'idea
della Luna-miniera, anche perché trasportare sulla Terra il
materiale lunare sarebbe molto costoso".
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2 ore fa
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