"Io non sono un rivoluzionario, non
lo sarò mai non è nel mio carattere, però sono onestamente un
innovatore". Giovanni Malagò ai microfoni di Dazn parla del suo
mandato, delle prime scelte fatte da presidente della
Federcalcio con l'obiettivo di rilanciare il movimento, a
partire dalla Nazionale. "Per me Maldini era il Piano A - ha
sottolineato Malagò sulla nomina dell'ex capitano azzurro a dt
-. La vera novità è che per la prima volta un Presidente
federale si chiami fuori dal ruolo di Presidente del Club Italia
e l'ultima parola non la cala dall'alto ma la condivide".
Dopo Maldini e Leonardo è attesa la scelta del ct: "Non ci
sono stati contatti con allenatori antecedenti ai colloqui con
Paolo e Leonardo. Altrimenti saremmo partiti malissimo, avrei
subito tradito le logiche che ci hanno portato ad aprire questo
rapporto" ha spiegato. Quanto alla Figc che ha ereditato Malagò
dice "mi sembra ci sia uno stimolo a far bene, uno stimolo
aggiuntivo particolare da parte delle persone. Sanno che è una
sfida e serve autocoinvolgersi. Io farò di tutto per farli
sentire parte di qualcosa di importante".
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