A Cincinnati Venus, che non si è mai ritirata ma ha perso gli ultimi 14 match, e Serena, rientrata a fini commerciali, giocheranno di nuovo in coppia a 46 e 45 anni. Sono due leggende del tennis, perché non riescono a staccarsi dal campo?
Stanotte Serena e Venus Williams tornano a giocare insieme in doppio nel WTA 1000 di Cincinnati, a quasi quattro anni da quella che sembrava la loro ultima “Last Dance”, agli US Open 2022, quando Serena aveva salutato il mondo del tennis, ritirandosi in grande stile. Nel 2026 la 23 volte vincitrice Slam ha annunciato il suo rientro, fin qui poco fortunato con la sconfitta al primo turno di Wimbledon, mentre Venus non si è mai ritirata, ma viene da ben 14 sconfitte di fila, l’ultima proprio a Cincinnati contro la Arango. Normale, dunque, chiedersi semplicemente perché le sorelle Williams, tra le giocatrici più dominanti della storia del tennis (Serena soprattutto), facciano ancora parte del gioco, a 46 e 45 anni, tentando di fare non si capisce esattamente bene cosa?
chili più che soldi
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Sicuramente non è un problema economico, visto che entrambe sono tra le più ricche tenniste della storia. Solo di montepremi, Venus ha incassato oltre 40 milioni di dollari, più del doppio Serena con 96 milioni di dollari. Non ha di certo sperperato questa enorme fortuna, dunque la motivazione economica non regge. O forse sì, almeno dalla parte di Serena, che è una delle paladine ormai da tempo delle punture dimagranti, che su di lei hanno fatto miracoli. Il suo ritorno in campo, a detta di molti, è da vedere anche sotto questo punto di vista, un voler pubblicizzare gli effetti (da molti criticati) di questa particolare cura. Inoltre, non è sfuggito che proprio nei cieli di Cincinnati sono passati degli aerei con delle immagini di Serena che si faceva una di quelle punture di una nota casa farmaceutica. Insomma, una pubblicità a tutti gli effetti, anche perché il marito della più giovane delle Williams, Alexis Ohanian, è un abilissimo uomo d’affari ed è socio proprio dell’azienda che produce quelle punture dimagranti. Dunque, c’è anche del business.
amore per il gioco
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Diverso il discorso per Venus. Come detto, al contrario della sorella, non si è mai ritirata, andando avanti per la sua strada, anche contro le risatine che la accompagnano per le sue sconfitte e qualche polemica sulle numerose wild card a lei concesse solo per la grande campionessa che è stata, non certo per il livello di competitività attuale. Venus ha più volte detto che non le importa, che continua a giocare a tennis perché la fa stare bene, per il suo amore viscerale per il gioco e per dimostrare di poter combattere e convivere con la sindrome di Sjögren, un disturbo autoimmune che la accompagna da anni, e scendere in campo è anche la dimostrazione di come gestisce e supera la sofferenza fisica. Poco importa quindi delle 14 sconfitte consecutive o che nel 2025 abbia vinto solo una partita: l’importante per lei è esserci. D’altra parte però, per entrambe, c’è sempre un’intima convinzione, ovvero quella di poter essere ancora competitive, soprattutto in doppio. Serena e Venus sono tra le poche tenniste ad aver vinto davvero tutto e ripetutamente, da tutti gli Slam (14 in totale), medaglie d’oro olimpiche e così. Dunque, di sicuro pensano che in forma, con un po’ di fortuna, chissà, potrebbero ancora fare il colpaccio. Serena soprattutto ha sempre avuto (e a ragione) un ego smisurato, e certamente è convinta che con la ritrovata forma fisica (cosa che non aveva ormai da anni) possa certamente dire la sua, magari conquistando quel benedetto ventiquattresimo Slam per raggiungere Margaret Court, detentrice del record al femminile. Una speranza, un miracolo, direbbero molti. Vedremo come andrà a finire.









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