(di Alessandra Baldini)
Poster pro-boicottaggio affissi
alle fermate degli autobus, insider che mugugnano per l'infelice
matrimonio tra arte e denaro. Al contrario dei predecessori
Michael Bloomberg e Eric Adams, il sindaco Zohran Mamdani - sia
lui che la moglie icone di stile - diserta in nome
dell'"affordability" della città in cui è stato eletto.
Quest'anno è bufera sul Gala del Met - la festa dell'anno di New
York che rivaleggia in glamour col tappeto rosso degli Oscar -
perché gli sponsor principali sono il tycoon di Amazon, Jeff
Bezos, con la nuova moglie Lauren Sanchez.
Madrina come in passato la regina della moda Anna Wintour, la
kermesse del primo lunedì di maggio accompagna la mostra di
primavera del Costume Institute: quest'anno una vera e propria
lezione di anatomia in cui il corpo umano viene messo al centro.
In un esempio di arte che imita la realtà, il Gala segue di un
paio di giorni il debutto nelle sale di Il Diavolo Veste Prada
2, il film di David Frankel in cui l'alter ego di Wintour
(Miranda Priestly interpretata da Meryl Streep) sale le scale di
un party in abito da sera al Museo Americano di Scienze
Naturali, sul lato opposto del Met di Central Park.
Segnale di come confini un tempo invalicabili stiano
diventando sempre più porosi, le ultime settimane sono state un
vortice di promozioni incrociate tra Condé Nast e Disney per
valorizzare sia il film sia la pubblicazione reale che lo
ispira, Vogue. Il culmine è stato nella foto di copertina con
Anna e Meryl sul numero di maggio, in una sinergia destinata a
dare vita al Met Gala, nato come party di beneficenza per le
attività del Costume Institute, più 'meta' di sempre.
C'è intanto chi mormora che alcuni biglietti, originariamente
in vendita a centomila dollari, siano andati nelle ultime ore a
prezzo di sconto: alcuni ospiti di serie A non avrebbero avuto
piacere di associare il proprio nome a quello del tycoon di
Amazon, il cui recente feeling per Donald Trump lo ha portato a
sborsare 70 milioni di dollari per il 'docuspot' sulla First
Lady Melania. La lista degli ospiti del Gala è blindata, mentre
Trump e famiglia da anni non sono invitati per ordine di Wintour
(una Dem di ferro) che peraltro, interrogata sul perché del
coivolgimento dei Bezos, ha detto che Lauren è "una grande
amante della moda", anche se, tra le righe, la "incredibile
generosità" attribuita da Anna alla donna che ha sposato il re
dell'e-commerce potrebbe essere una metafora delle curve
scolpite che Lauren fa esplodere usualmente da abiti
attillatissimi: quello nero senza spalline indossato alla cena
dalla Casa Bianca con re Carlo è stato definito "molto risqué"
dal Sun, un popolare tabloid britannico.
Il tema del gala (Fashion is Art) è del resto strettamente
legato a quello della mostra: Costume is Art indagherà la
centralità del corpo vestito (o svestito) per mostrare come la
moda sia una forma di "arte incarnata", cioè inseparabile dal
corpo. C'è grande attesa dunque su come le indicazioni di Anna
Wintour saranno interpretate sul tappeto rosso del Met da
celebrità come le Kardashian, Beyoncé, Nicole Kidman e Anne
Hathaway (lei stessa star del Diavolo Veste Prada 2).
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2 ore fa
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