John McGinley, 'il revival di Scrubs come riunire una famiglia'

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"Questo è un revival di Scrubs e ci siamo tutti, da Zach a Sarah a Judy, e ovviamente io. È come se si fosse riunita una famiglia. La differenza è che quando giravamo la prima serie non avevamo quattro cineprese, eravamo tutti davanti a una camera, ci mettevamo 16 ore al giorno per girare e un'ora all'andata e una al ritorno per tornare a casa a Malibu". Così John Christopher McGinley presenta al Comicon di Napoli la nuova stagione della serie tv (in Italia a marzo in streaming su Disney+), dopo sedici anni di assenza dagli schermi. "L'atmosfera sul set - racconta - è stata un'esperienza bellissima, c'è stato uno scambio di cortesie reciproco, il tono era di grande armonia e non tutti i set sono così".
    Parlando delle relazioni tra attori quando non esistevano né social né intelligenza artificiale, McGinley spiega: "Non credo che ci sia tanto una questione di ostacoli rappresentati dall'IA o dai social media perché alla fine, indipendentemente dal fatto che ci sia conosciuti sui social, si resta da soli, siamo tu ed io e in qualche modo gli altri non ci sono. All'epoca, quando ero ragazzo, i genitori dicevano che i demoni erano la tv e il telefono. Noi trascorrevamo serate intere al telefono con i fidanzati o fidanzate e nella mia generazione ci sentivamo dire che la tv avrebbe inquinato, contaminato le nostre menti e ci avrebbe manipolato. Oggi - chiarisce l'attore - non dico che non ci sia un problema con l'intelligenza artificiale e i social media: io ho dei figli, conosco bene quelli che sono i rischi, però in una relazione ciò che rimane alla fine della storia siamo tu ed io, magari con difficoltà relazionali".
    Tornando all'attualità, McGinley parla delle star che invidia: "Hugh Jackman è fonte di invidia massima - confessa - perché è bello, è bravo, sa far tutto, canta, recita, fa musical, è un ballerino, fa i personaggi della Marvel. Penso a che bel revival di Scrubs se Hugh Jackman venisse in ospedale e che scena geniale sarebbe stata con il dottor Cox".
    Non può mancare un pensiero al cinema italiano. "La mia prima esperienza - racconta - mi ha davvero sorpreso. È stato Nuovo Cinema Paradiso, l'ho visto a Manatthan, le immagini mi hanno davvero colpito e mi hanno fatto amare il cinema italiano".
   
   

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