Luis Fernandez: "L'attacco della Francia è oro puro, ma occhio! Yamal è sempre in agguato"

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L'ex nazionale transalpino nato in Spagna fa le carte alla semifinale: "È una finale anticipata tra i campioni d'Europa e i vice-campioni del Mondo"

È solo la seconda volta al Mondiale, ma Francia-Spagna è ormai un classico e soprattutto la vetrina del meglio del calcio. L'incipit risale al 1984 e la finale dell'Europeo, primo titolo dei Bleus con il famoso "carré magique": Platini numero 10, e in gol con Bellone per il 2-0 conclusivo. Poi Giresse e Tigana da guardaspalle, e in regia Luis Fernandez, nato in Spagna e anima di una Francia di cui poi fu capitano. E che oggi si gode la sfida da commentatore televisivo: "Sarà una bella semifinale - prevede l'ex tecnico di Psg e Athletic Bilbao parlando con la Gazzetta -, si tratta di una finale anticipata tra i campioni d'Europa e i vice-campioni del Mondo. Due belle squadre che finora hanno regalato molte emozioni ai tifosi". 

Vediamo la sfida per reparti. In difesa chi gioca meglio? 

“La Spagna sta facendo ottime cose dietro. I terzini Cucurrella e Porro spingono molto. I due centrali Cubarsi e Laporte sono solidi. Senza dimenticare la qualità di Unai Simon. La Spagna ha un reparto arretrato che difende e attacca bene. La Francia non è da meno, ma i terzini sono meno offensivi. Quindi direi vantaggio Spagna”. 

Centrocampo? 

“Difficile paragonare. Rabiot è inamovibile e non si discute. C'è partita tra Koné e Tchouameni. E poi c'è il ruolo ibrido di Olisé. Direi leggero vantaggio Francia perché dall'altra parte Rodri è tornato ai suoi livelli, Olmo mi piace molto, ma manca il terzo mediano di riferimento: Ruiz e Pedri non sono ancora al 100%”. 

Attacco? 

“Qui non c'è storia. L'attacco francese è oro puro. Mbappé è un grande fuoriclasse, ma anche un grande capitano, dalla mentalità esemplare. Idem per Dembélé, Doué, Barcola, e lo stesso Olisé. Sono giocatori con il fuoco nelle gambe e tutti giocano in modo collettivo. Anche se giocare con Platini, Giresse e Tigana fu eccezionale, sono loro il nuovo “carré magique” della Francia”. 

All'appello delle star, manca Yamal. 

“Però migliora di partita in partita. E quando giochi contro la Spagna, il pericolo viene da lui, anche se non è al meglio. Quindi la Francia dovrà fare attenzione su quel settore del campo e pensare a come neutralizzare Yamal che è sempre in agguato, in modo molto più insidioso di un Oyarzabal che comunque si muove molto sul fronte offensivo. Contro il Belgio magari Yamal non ha fatto la miglior partita, ma sta trovando continuità. E poi ha già affrontato la Francia. E adesso si dirà che ha l'occasione giusta per dimostrare il suo talento e fare davvero la differenza al Mondiale”. 

Deschamps lascerà i Bleus dopo il Mondiale. Per Zidane non sarà facile sostituirlo. 

“Li ammiro entrambi. Zidane ha iniziato la carriera di giocatore con me al Cannes. Con Deschamps ho giocato in nazionale, all'Europeo del 1992. Didier ha fatto sempre bene su tutte le panchine, dal Monaco alla Juventus, al Marsiglia. E con la Francia è stato davvero incredibile: ci ha fatto vincere un Mondiale, portandoci poi in finale e in semifinale. Adesso può darci la terza stella. Chi lo critica deve solo tacere. Indipendentemente da come andrà con la Spagna merita solo rispetto. Ma non ho alcun timore per Zidane, perché è uno molto amato e soprattutto conosce bene il calcio, come ha dimostrato con il Real Madrid. Secondo me il passaggio di consegne sarà positivo”. 

Per lei, francese nato in Spagna, questa semifinale sarà una partita particolare? 

“Arrivai in Francia a cinque anni, dopo la morte di mio papà. Mia mamma ci lasciava parlare spagnolo in casa, ma fuori esigeva il francese, per rispetto di un Paese che ci ha accolti e dato un'opportunità che la Spagna di Franco ci ha negato. Rispetto la Spagna ma mi sento francese. Posso essere critico con entrambe, ma la Francia è la mia nazionale e contro la Spagna poi non ho mai perso. Nel 1984 loro cercarono in tutti i modi di destabilizzarmi, senza riuscirci. Ed è anche per questo che oggi anche gli spagnoli mi apprezzano”.

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