Luca Vergallito, il “bandito” del ciclismo moderno: dai rulli di Zwift al sogno Giro d’Italia

1 ora fa 1

Il milanese classe '97 dell'Alpecin Premier-Tech è diventato professionista grazie alla vittoria della Zwift Academy 2022. È al debutto nella corsa rosa

Sergio Arcobelli

Giornalista

9 maggio - 14:51 - VELIKO TARNOVO (BULGARIA)

Non è fuggito dal gruppo come un ladro, ma il soprannome gli è rimasto addosso. Luca Vergallito, milanese classe 1997, è fresco di debutto al Giro d'Italia e nel mondo del ciclismo è conosciuto da tutti come “il bandito”. Un nome nato quasi per gioco quando era ancora ragazzino, grazie a suo padre, e diventato negli anni una vera identità sportiva e social. "Era un soprannome scherzoso – racconta Vergallito –. Su Strava, diversi anni fa, cambiai il nome da Luca Vergallito a “il bandito”. All’inizio era anche legato al fatto che prendevo tanti Kom e la mia identità non era pubblica. Questo incuriosiva chi guardava i risultati".

nickname

—  

Oggi quel nickname accompagna uno dei percorsi più insoliti e moderni del ciclismo professionistico italiano. Vergallito, laureato in Scienze Motorie all’Università Statale di Milano, con esperienze formative alla Bakala Academy, è infatti diventato professionista grazie alla vittoria della Zwift Academy 2022, il talent mondiale di ciclismo virtuale che coinvolse oltre 160 mila partecipanti. Una storia diversa rispetto ai tradizionali percorsi giovanili. Nessuna lunga trafila nelle categorie under, ma una crescita costruita attraverso allenamento indoor, studio della fisiologia e approccio scientifico alla performance. Un profilo che ricorda quello di Jay Vine, altro corridore emerso grazie alle piattaforme virtuali. "Negli ultimi anni – spiega Vergallito – vediamo sempre più atleti arrivare da percorsi differenti, anche da altri sport e dall’allenamento indoor. Le competizioni virtuali valorizzano molto gli aspetti fisici e i numeri, ma per arrivare davvero ad alto livello bisogna aggiungere tecnica e tattica, aspetti che il ciclismo indoor non può valutare completamente". Nel 2023, quando ormai aveva quasi accantonato il sogno di diventare professionista, arrivò la svolta. Dopo il successo nella Zwift Academy firmò il contratto con la squadra di sviluppo dell’Alpecin-Deceuninck, la formazione di Mathieu Van der Poel. In Austria arrivarono subito i primi risultati importanti: vittoria di tappa e classifica generale della Oberösterreich Rundfahrt, conquistata con una clamorosa rimonta nell’ultima giornata. Prima della tappa decisiva Vergallito era soltanto 29° in classifica, a 40 secondi dalla maglia di leader. Sul traguardo in salita di Hinterstoder Hoss ribaltò tutto, vincendo per distacco e assicurandosi il successo finale. La crescita è proseguita anche nel 2025, con il settimo posto nell’ultima tappa della Volta a Catalunya a Barcellona, miglior italiano al traguardo davanti a Simone Gualdi.

studi

—  

Parallelamente all’attività agonistica, Vergallito continua a coltivare la sua passione per l’analisi scientifica della prestazione. Insieme a Mattia Gaffuri ha creato il podcast “Ciclismo KOMpetente”, dedicato a fisiologia, allenamento e preparazione atletica. Nella vita privata è legato a Chiara Doni, nutrizionista e ciclista, mentre la sua popolarità online continua a crescere anche grazie alle sfide e ai contenuti condivisi sui social. Tra questi, una sessione di allenamento con l’ex professionista Alan Marangoni che ha attirato l’attenzione degli appassionati. Ora il grande palcoscenico è il Giro d’Italia: peraltro la tappa numero 15 arriverà proprio nella "sua" Milano. La corsa rosa è iniziata dalla Bulgaria e la prima tappa non ha sorriso all’Alpecin-Premier Tech, coinvolta in una maxi caduta nel finale di Burgas. «Sicuramente è bellissimo essere qui in Bulgaria e non vedo l’ora di arrivare in Italia – racconta Vergallito –. Anche qui vedo tanta partecipazione e pubblico. Purtroppo siamo stati penalizzati dalla caduta finale, ma fortunatamente nessuno ha riportato danni seri. Il mio compagno Kaden Groves, velocista della squadra, ha preso una bella botta e diverse escoriazioni, però probabilmente è andata meglio di quanto si potesse temere». Dai rulli di casa alle strade del Giro, il “bandito” continua la sua corsa contro ogni pronostico.

Leggi l’intero articolo