Eugenio Spagnuolo
29 gennaio - 11:29 - MILANO
I ricercatori dell'Università di Stanford rivelano quali abitudini contano davvero per la salute futura
Tra i 40 e i 50 anni molti scoprono che il corpo ha smesso di comportarsi come prima. Non è un tracollo improvviso, ma una serie di piccoli segnali: ci si sveglia stanchi anche dopo otto ore di sonno, dopo una corsa le gambe impiegano più tempo a recuperare, la pancia si arrotonda senza aver cambiato dieta. Sono le avvisaglie dell'invecchiamento. Ma c'è altro: secondo i ricercatori di Stanford Medicine questa decade è quella che conta di più nel bilancio della longevità. Le scelte fatte adesso pesano sulla salute dei prossimi trent'anni più di quelle di qualsiasi altra fase della vita. La buona notizia è che "Non è mai troppo tardi per iniziare", dice Abby King, docente di epidemiologia a Stanford. E cinque abitudini possono fare la differenza.
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