Dopo la sconfitta contro la Cremonese all'esordio, i rossoneri possono respirare. Oltre alle reti dell'inglese e dell'americano, due gol annullati a Gabbia e Gimenez
dal nostro inviato Luca Bianchin
29 agosto 2025 (modifica alle 22:59) - LECCE
Il barocco, andate pure a vederlo in centro, che merita. Il Milan di Lecce invece è essenziale, concreto, con comandamenti scolpiti nella pietra: rischiare poco, sfruttare le qualità dei singoli, essere cinico nell’altra area. Allegri distillato e compresso. Lecce-Milan finisce 0-2, con gol di Loftus-Cheek di testa da punizione di Modric e Pulisic da rinvio di Maignan. Il piede di Luka, i centimetri di RLC, la rapidità di CP11: tutto molto logico. In più, ovviamente, la solidità trovata dal Milan, che farà sorridere Allegri: il Lecce è stato poca cosa ma il Milan ha rischiato pochissimo – quasi niente – e si è difeso con ordine e attenzione. Ah, la partita è stata un due in uno. Il primo tempo brutto, parecchio brutto, con due squadre coperte, limiti tecnici evidentissimi, ritmo basso e occasioni poche. Molto meglio il Milan del secondo tempo, bravo a colpire e ripartire, aiutato anche da Pulisic e Ricci, entrati nel secondo tempo.
i gol
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Eccoli, i gol. Il vantaggio arriva da palla ferma, situazione che il Milan in passato soffriva, non sfruttava. C’è una punizione sulla trequarti lato sinistro, perché Gaspar ha steso Saelemaekers che andava in porta. Il problema per il Lecce è che il piede di Modric si è trasferito a Milano. Luka crossa con la forza giusta e Loftus-Cheek in area di testa gira sul secondo palo. Gaspar arriva tardi, a Falcone servirebbe un braccio allungabile. Curiosità: Loftus-Cheek stava per uscire, sostituito da Pulisic. A volte è questione di secondi. Il raddoppio è un rinvio di Maignan a cinque minuti dalla fine che, dopo un rimpallo nel classico duello aereo, diventa un assist per Pulisic. Davanti a Falcone, CP non sbaglia.
la partita: inizio grigio
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Lecce-Milan è stata anche la partita dei gol annullati. Il Milan segna il primo dopo 4 minuti con Gabbia. Un classico: colpo di testa da corner. Marinelli però viene richiamato dal Var, annulla e spiega a reti unificate: “Il numero 46 spinge con due mani”. Vero. Sulla partita a quel punto cala il torpore e non succede nulla per mezz’ora. Ecco, al massimo un erroraccio di Estupinan, che quasi manda in porta Kaba e Pierotti. Il Milan si attiva un po’ negli ultimi 10 minuti del tempo. Loftus-Cheek ha un’occasione di testa ma cortesemente deposita il pallone sui guanti di Falcone, poi nel recupero arrivano addirittura due mezzi brividi. Gimenez solo davanti a Falcone calcia fuori col sinistro, come un attaccante in crisi d’identità, e Pavlovic in qualche modo devia un cross sul primo palo. Falcone, attento, devia in angolo.
gimenez, loftus, pulisic
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Il Milan del secondo tempo invece invita i tifosi a sperare. Il primo quarto d’ora vive sul piccolo dramma di Santiago Gimenez, che al 14’ devia debolmente di testa e al 15’ segna: bel pallone verticale di Saelemaekers, Santi controlla bene (non era facile) e incrocia di destro, poi va a esultare mostrando la maglia di Jashari, abbattuto in allenamento. Bella storia, no? Macché, Gimenez ha un piede in fuorigioco e Marinelli, ancora chiamato a farsi un giro al monitor, annulla. Il trend però è segnato, così il Milan al 20’ segna con Loftus-Cheek e poco dopo rischia anche di segnare il secondo con Fofana, che calcia a giro dal limite e trova Falcone. Sì, ma il Lecce che fine ha fatto? Assopito, diciamo. Messo in difficoltà dal Milan. Camarda è in spogliatoio dall’intervallo (brutto primo tempo) e al suo posto c’è Stulic, che a un quarto d’ora dalla fine brucia Gabbia e calcia in area. Eccola, la prima parata di Maignan. Il Milan però non va in difficoltà e anzi, potrebbe segnare ancora con Ricci, entrato bene, che si sposta la palla sul destro e cerca forte il primo palo trovando Falcone. Quando Pulisic segna il quinto gol della carriera al Lecce, si capisce: è finita. Allegri fa entrare Cheveyo Balentien, classe 2006, arrivato da poco al Milan e catapultato in prima squadra con doppio salto mortale, e tutto sembra andare al suo posto. Per una sera, dopo tanto soffrire, il Milan sorride e si regala una bella storia, con la curva che canta come ai vecchi tempi e addirittura sventola i bandieroni. Perfino gli ultimi tre giorni di mercato, così, fanno venir voglia di sperare - se non in un giocatore che cambi la squadra - almeno in un difensore che la aiuti.