Nell'anno del centenario del calcio
Napoli, la figura del suo fondatore, Carlo Ascarelli, riemerge
con forza nella memoria, dopo lunghi anni di oblio. Se
l'amministrazione comunale partenopea ha deciso finalmente di
ricordare l'imprenditore dedicandogli una via, a tratteggiarne a
tutto tondo la figura è la biografia scritta da Adam Smulevich e
che sarà in libreria dal prossimo 28 agosto per i tipi di
Giuntina. con una prefazione di Erri De Luca.
"Carlo Ascarelli, imprenditore e filantropo" è il titolo
dell'opera, che in poco meno di duecento pagine fa emergere
nitida la figura di un protagonista della vita cittadina, di cui
contribuì a trasformarne il volto economico e sociale,
sostenendo iniziative culturali e benefiche e promuovendo forme
innovative di tutela dei lavoratori. Il suo nome è legato
soprattutto alla nascita del Napoli, dato che per Ascarelli il
calcio non era soltanto uno sport, ma uno strumento di coesione
civile e identità. Animato da questa visione, realizzò a proprie
spese uno stadio all'avanguardia, simbolo delle ambizioni di una
Napoli affamata di futuro. Alla sua morte, nel 1930, migliaia di
persone si raccolsero per rendergli omaggio, ma a causa delle
sue radici ebraiche il regime fascista ne cancellò il nome dallo
stadio da lui voluto, oscurando progressivamente il suo lascito.
Adam Smulevich, giornalista e scrittore, si era già occupato
della figura di Ascarelli e con Giuntina aveva pubblicato
'Presidenti. Le storie scomode dei fondatori delle squadre di
calcio di Casale, Napoli e Roma', per ricordare presidenti di
calcio che, in quanto ebrei, sono scomparsi dalla memoria in
seguito alle leggi razziali del 1938.
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