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Dieci milioni di album e vendite raddoppiate: così Panini ha sfondato negli Usa. Ma dal 2031 entra in vigore il contratto tra Fifa e Topps, che ha già le licenze di Nba, Nfl e Mlb
Passioni che svaniscono, passioni che resistono, passioni che si evolvono. Se la schedina del Totocalcio, che quest’anno ha festeggiato l’ottantesimo anniversario, è stata soppiantata dalla bolletta delle scommesse, la mitica figurina del “Celo, celo, manca” vive e lotta in mezzo a noi e, pian piano, sta assumendo le sembianze della card, realizzata su un cartoncino più spesso e senza adesivo. La finalità, oggi, non è più solo il puro romanticismo: oltre a collezionare e scambiare immagini di calciatori e altri sportivi, c’è chi ha trasformato questi oggetti in una forma di investimento. In ogni caso, quello delle figurine (e delle loro varianti) resta un business floridissimo. Se lo contendono due aziende, l’italiana Panini e la statunitense Topps. Una sfida a colpi di marketing e carte bollate. L’ultimo Mondiale di calcio è stato l’apoteosi, anche perché gli americani sono malati di collezionismo. Panini, licenziataria ufficiale della Fifa, ha distribuito gratuitamente 10 milioni di album per promuovere la pratica, desueta negli States, di incollare le “figu”, anziché conservare le card in luoghi sicuri. Negli Usa le vendite sono così raddoppiate rispetto alla precedente Coppa del Mondo, che già aveva registrato un record: dai 613 milioni di euro del 2022 alla stima di 1,26 miliardi di quest’anno, secondo i documenti ottenuti da The Athletic.










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