Da Messi a Suarez e Reus, nella lega statunitense militano tanti fenomeni del calcio: un modello che da un decennio ha fatto crescere tutto il movimento
L'ultimo della lista è Casemiro: dopo tanti anni in Europa ad alti livelli anche il centrocampista brasiliano ha deciso di continuare la sua carriera in Mls. L'ex Real Madrid e Manchester United si è trasferito all'Inter Miami, club di proprietà di David Beckham che vanta già una lunga serie di fuoriclasse del calcio europeo come Suarez, Busquets, Jordi Alba, De Paul e soprattutto Messi. Lo sviluppo della lega statunitense negli ultimi anni è stato davvero notevole con tanti grandi calciatori che hanno deciso di chiudere la loro carriera in questo campionato oppure di viverci una fase di transizione. Diversi profili di questa lista sono anche dei calciatori italiani.
beckham e la nuova regola
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Il primo che decise di dedicare una porzione finale della sua carriera al torneo statunitense fu proprio David Beckham. L'inglese fu uno dei primi a intuire le potenzialità di sviluppo calcistico di questa lega, sia dal punto di vista tecnico che commerciale e infatti ancora oggi è uno dei volti protagonisti dell'Mls nel ruolo di presidente dell'Inter Miami. Proprio la sua scelta del 2007 di lasciare il Real Madrid per andare a giocare nel Los Angeles Galaxy portò a un'innovazione sostanziale del calcio americano. Come accade anche in Nba e in altri grandi tornei sportivi a stelle e strisce, il concetto di "salary cap" è ciò che regola le spese che i vari club possono fare per gli ingaggi dei propri sportivi. Con l'avvento di Beckham in California, la Mls introdusse però la "Designated Player Rule" ovvero una deroga del tetto salariale ancora presente oggi che permette di mettere sotto contratto un massimo di tre calciatori "extra", il cui stipendio che non rientra nei conteggi e nei limiti presenti. Da quel momento per tanti club ci fu la ghiotta occasione di provare a convincere grandi campioni con ricche proposte contrattuali.
i campioni stranieri
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Quando grandi campioni si muovono e cambiano squadra o paese, spesso attirano anche molti nuovi tifosi e pubblico negli stadi che vogliono assistere alle loro giocate. Di conseguenza anche i ricavi di sponsor e diritti tv crescono e l'Mls rappresenta al meglio questa traiettoria. Ed è per questo che investitori e imprese hanno deciso di iniziare a fare business nel calcio americano e per tanti club è stato possibile fare grosse offerte a tanti calciatori europei di alto livello. Dopo Beckham lo hanno seguito nel giro di pochi anni anche altri fuoriclasse del calibro di Thierry Henry, David Villa, Franck Lampard, Steven Gerrard, Kakà, Didier Drogba, Julio Cesar, Wayne Rooney, Nani, Alexandre Pato, Zlatan Ibrahimovic, Gareth Bale, Gonzalo Higuain, Douglas Costa e Olivier Giroud. Attualmente nei 30 club della lega calcistica statunitense ci sono ancora tanti grandi calciatori come Thomas Muller, Marco Reus, i sopracitati sei fuoriclasse dell'Inter Miami, Hugo Lloris, Luis Muriel e Heung Min Son che sono tutti già presenti da mesi mentre nel corso dell'attuale finestra estiva di mercato si sono aggiunti anche Robert Lewandowski, Casemiro e Antoine Griezmann che hanno scelto il "soccer" americano dopo l'addio ai grandi palcoscenici europei.
gli italiani
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L'Mls è stata - e continua ad essere tutt'ora - meta gradita da molti calciatori italiani. Uno dei nomi di giocatori azzurri che viene più facilmente associato al campionato americano è probabilmente quello di Sebastian Giovinco che è stato uno dei più duraturi giocando dal 2015 al 2018 nel Toronto FC. Nella stessa squadra canadese hanno militato anche altri italiani come Domenico Criscito o i più recenti Lorenzo Insigne e Federico Bernardeschi. Altri grandi nomi, dopo anni ai massimi livelli in Serie A, che sono transitati nel calcio statunitense sono Andrea Pirlo, Sandro Nesta (uno degli apripista tra gli italiani), Giorgio Chiellini, Marco Di Vaio e Giuseppe Rossi. Da anni continuano ad alternarsi per qualche stagione i profili e gli ingaggi di grandissimi campioni che hanno fatto lasciato il segno in Italia e in Europa, uno sviluppo globale dell'Mls che ha un tornaconto economico anche decisamente impattante: nel giro degli ultimi dieci anni la valutazione media delle 30 società partecipanti è passata infatti da 185 agli attuali 730 milioni di dollari.









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