Il cestista e la moglie Milika Tasic erano stati denunciati da un'operatrice per un duro confronto risalente al 15 ottobre. L'avvocato: "Un importante passo verso l'accertamento della verità: ovvero la totale estraneità dei coniugi"
Archiviazione. L’ha chiesta la Procura di Bologna in merito all’indagine su Luca Vildoza, il playmaker argentino della Virtus, e sulla moglie Milika Tasic, accusati di lesioni per l’episodio della sera del 15 ottobre scorso. Era successo sui viali della circonvallazione. E c’era stato il coinvolgimento di un’operatrice di un’ambulanza della Croce Rossa. La richiesta arriva dopo la notifica, oltre un mese fa, dell'avviso di chiusura indagine che aveva concesso ai difensori, gli avvocati Giulia Maria Bellipario e Mattia Grassani, di presentare memorie e produrre documenti. "Abbiamo sempre avuto fiducia nell'attività della Procura della Repubblica", ha commentato l’avvocato Grassarni. E ancora: "E’ un importantissimo passo verso l'accertamento della verità che può essere una e una sola, ovvero quella della totale estraneità dei coniugi Vildoza a qualsivoglia addebito. Attendiamo di leggere nel dettaglio il provvedimento di richiesta di archiviazione adottato dal magistrato e poi valuteremo i prossimi passi".
i fatti
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La vicenda risale alla sera post gara di Eurolega tra la Virtus e il Monaco, quando, al termine della partita, era scoppiato un duro confronto tra i due coniugi Vildoza e il personale di un’ambulanza arrivata nella zona dei viali. La sanitaria aveva sporto denuncia e la polizia aveva arrestato la coppia, che però era stata liberata poco dopo, mentre la Procura aveva deciso di non procedere con il rito per direttissima. Il 13 gennaio il gip non aveva convalidato l’arresto, sostenendo che non ci fossero le condizioni della flagranza o quasi flagranza e sottolineando anche la mancanza, al momento dei fatti, di elementi oggettivi immediati a sostegno del racconto della persona offesa. Ora la richiesta di archiviazione da parte della Procura. Il provvedimento di richiesta di archiviazione, spiega ancora Grassani, "è già stato notificato dalla Procura alla persona offesa, noi lo avremo in copia tra domani e dopodomani (26 o 27 marzo, ndr). Pare sia molto lungo e dettagliato per spiegare le ragioni per cui, secondo l'accusa, non può essere confermata la grave accusa iniziale e non sussistono elementi per mandare a giudizio i due indagati. La denunciante ha ora 30 giorni per eventualmente opporsi alla richiesta di archiviazione". La persona offesa, l'operatrice della Croce Rossa, potrà infatti opporsi alla richiesta della Procura.








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