La punta serba sarà valutata dal tecnico in arrivo. Occhi sul senegalese Dieng
La priorità per Rino Gattuso è costruire una Lazio con una vocazione più offensiva. Nel campionato appena concluso soltanto 41 le reti all’attivo per i biancocelesti con 17 giornate senza segnare (non succedeva 1988-1989). Numeri che al di là di strategie tattiche coinvolgono i singoli: i migliori marcatori della Lazio, Isaksen e Pedro, non sono andati oltre i cinque gol totali. Nel passaggio da Sarri a Gattuso molto probabile un cambio di modulo base, dal 4-3-3 al 4-2-3-1. Anche se l’ex ct potrebbe pure affidarsi al 4-3-3 o al 4-3-1-2, come opzioni alternative. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’attacco anche sotto l’aspetto degli interpreti. Un reparto da rifondare. Si è rivelata più gravosa del previsto la partenza a gennaio di Castellanos.
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Per sostituire l’argentino era arrivato per 13 milioni dal Salisburgo Petar Ratkov. Il 22enne serbo è stato utilizzato per 286 minuti. Come centravanti-torre (1,93), non era ritenuto da Sarri adeguato al suo modulo. Tanto da reinventare nel ruolo Daniel Maldini, autore di due gol, e tornato all’Atalanta per fine prestito (senza Europa, non è scattato l’obbligo di riscatto). Su Ratkov la Lazio però continua a credere non solo per l’investimento fatto a gennaio. Così ora il serbo passerà all’esame di Gattuso. Per dimostrarsi non solo un ariete dell’area di rigore, ma anche uno in grado di dare profondità alla manovra alimentandone le verticalizzazioni. Supporto e non solo terminale del gioco. Schierato in 8 gare (tutte di campionato), l’ultima volta nel finale della trasferta contro la Fiorentina (13 aprile). Da titolare solo in due occasioni (sempre sostituito). "Sono alto però gioco bene anche dal punto di vista tecnico, posso farmi valere anche sugli assist, non solo sulle finalizzazioni. Potete aspettarvi tanto da me… Sì, voglio stare qui per molto tempo, lo spero tanto. Il mio idolo è Lewandowski, mi sono ispirato a lui anche per migliorare", così le sue aspettative con tanto entusiasmo il 16 gennaio alla conferenza di presentazione di Formello. Con Gattuso dovrà dimostrarsi un goleador all’altezza della Serie A.
strategie
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A ogni modo, la Lazio è orientata a ingaggiare un altro centravanti. La decisione passerà anche dal giudizio di Gattuso su Noslin e Dia. Il 26enne olandese, cinque gol stagionali, si è rilanciato negli ultimi mesi: da centravanti come da ala. Il 29enne senegalese, appena due gol in tutta la stagione, sarà riscattato dalla Salernitana per 11 milioni dopo due stagioni in prestito. Dia potrebbe però finire sul mercato: dipenderà dalle richieste. Stesso discorso per Noslin. Con la partenza di almeno uno di loro, arriverà un’altra punta. Nel mirino c’è Bamba Dieng, 26 anni, centravanti senegalese del Lorient. Con 14 gol in 23 presenze nell’ultima edizione del campionato francese. Si svincola il 30 giugno, pertanto potrebbe arrivare a costo zero. Attenzioni pure per Omar Janneh, 19enne spagnolo sotto contratto col Losanna fino al 2020, ha una quotazione sui 5 milioni. Potrebbe restare Isaksen, pronto a essere utilizzato sulla destra della trequarti come anche da ala. Gattuso punta su di lui. La conferma del danese è legata anche dalla probabile partenza di Cancellieri: contratto in scadenza nel 2027, senza spiragli di rinnovo. Con il 4-2-3-1, conterà anche la trequarti in chiave offensiva. La Lazio starebbe monitorando anche la pista per Antonio Vergara del Napoli. Obiettivo però complicato non solo per la concorrenza che si sta creando.
novità PRZYBOREK
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Nel 4-2-3-1 che Gattuso si appresta ascegliere come modulo base per la sua Lazio si ricrea la trequarti come ai tempi di Baroni. E nel settore a ridosso della prima linea, potrebbe trovare spazio Adrian Przyborek. Il diciannovenne polacco, arrivato a gennaio per circa 7 milioni da Pogon Szczecin, non è riuscito ad avere spazi (appena 8 minuti all’ultima partita di campionato contro il Pisa) nel 4-3-3 di Sarri. Questione di ruolo: le sue attitudini da trequartista non lo facevano collocare come interno o anche come ala. Ora con Gattuso Przyborek potrà ritrovare la sua dimensione anche sul piano tattico.








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