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Tadej 2026, anno Monumentale
Una volta tolto il dente della Milano-Sanremo, il più doloroso di questi anni, Tadej Pogacar vuole spingersi dove nessuno è mai arrivato: vincere in fila, uno dopo l’altro, tutti i Monumenti. Brama la Roubaix, unica gemma finora sfuggita, incastonata in primavera tra Fiandre e Liegi, poi in autunno un altro Giro di Lombardia. Insomma, non intende lasciare neanche una briciola nelle Classiche, impresa proibita agli umani, aggiungendo poi il quinto Tour de France della carriera. Sono corse così lontane tra loro per caratteristiche, filosofia e calendario, che domarle tutte è difficilissimo, figurarsi in una sola annata. Solo Eddy Merckx, Roger De Vlaeminck e Rik Van Looy sono stati capaci di trionfare in carriera in tutte le Classiche Monumento, ma mai dentro a una singola stagione. Insomma, lo sloveno vuole percorrere un territorio sconosciuto, raro nella storia dello sport e difficile per ogni disciplina, eppure la stagione perfetta esiste. È un tempo preciso in cui un gioco è completamente nelle mani di un solo uomo o di una sola donna: è lì che guarda Pogacar, è lì che inizia la leggenda.
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