Grassi più piccoli, meno lattosio, proteine diverse: vediamo perché l'intestino preferisce il latte di capra
Eu.Spa.
29 aprile - 17:13 - MILANO
Non è raro avere problemi con il latte e non sapere bene perché. Il lattosio è la prima cosa a cui si pensa, poi le proteine, poi si rinuncia e si passa all'avena o alla soia. Quello che pochi considerano è il latte di capra: più antico di quello vaccino, diffusissimo nel resto del mondo e con caratteristiche nutrizionali che lo rendono meglio digeribile.
C'è grasso e grasso
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La differenza numero uno è nella struttura del grasso. Nel latte di capra il grasso ha un'altra struttura rispetto al latte vaccino. "I globuli di grasso che forma il latte di capra sono più piccini", spiega Paco Botella, specialista in endocrinologia e nutrizione in un intervista a Europa Press. Negli altri latti - vaccino, ovino - questi globuli tendono ad aggregarsi, un fenomeno chiamato coalescenza: è per questo che la maggior parte del latte industriale viene sottoposta a omogenizzazione, un processo meccanico che riduce le dimensioni dei globuli e li distribuisce uniformemente nel liquido. Col latte di capra questo passaggio non è necessario. "Le gocce sono più piccole, impiegano molto tempo a aggregarsi e questo è un vantaggio", dice Botella. Le gocce di grasso più piccole sono, infatti, più facili da attaccare per gli enzimi digestivi e vengono scomposte più rapidamente. A questo si aggiunge la composizione dei grassi: il latte di capra è ricco di trigliceridi nella forma di acidi grassi a catena media e corta, come l'acido caproico e caprilico. Entrambi con un accesso al metabolismo energetico "molto più rapido" rispetto ai trigliceridi convenzionali: vengono assorbiti e utilizzati più velocemente, senza passare per i processi tipici dei grassi a catena lunga.
Latte di capra: Proteine e (meno) lattosio
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Un secondo elemento riguarda il tipo di caseina. La caseina è la proteina principale del latte e in quello vaccino prevale una forma chiamata A1, che nell'intestino forma un coagulo compatto. Nel latte di capra la quantità di caseina A1 è minore, e il coagulo risultante è "più poroso", si digerisce molto meglio. Lo spiega, sempre a Europa Press, Diana Edith, endocrina al Hospital General Universitario de Ciudad Real: quando c'è un'intolleranza alla proteina del latte vaccino, il latte di capra "risulta meno pesante". Il lattosio, poi, è presente in quantità leggermente inferiore rispetto al latte vaccino: non ne è esente, ma per chi ha un'intolleranza lieve può fare la differenza tra una digestione fastidiosa e una normale.
L'aspetto forse meno noto riguarda gli oligosaccaridi, molecole complesse che l'intestino tenue non riesce a digerire. Nel latte di capra sono presenti in discreta quantità e questo, stranamente, è un vantaggio. "Perché arrivando intatti all'intestino crasso, fungono da nutrimento per i batteri intestinali, favorendo lo sviluppo di ceppi di microbiota più salutari", dice Botella. Un po' come se agissero "da probiotici".
Valore nutrizionale
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In quanto al valore nutrizionale del latte di capria, gli esperti concordano che è paragonabile a quello del latte vaccino, con apporti simili di calcio, proteine e vitamine. La differenza, semmai, non è nel quanto ma nel come: i nutrienti del latte di capra vengono assorbiti diversamente, con meno carico sul sistema digestivo. Il punto su cui Edith insiste di più è quello culturale: molte persone non consumano latte di capra "per semplice ignoranza del prodotto". La differenza rispetto al latte vaccino è essenzialmente il sapore, leggermente più intenso. "Molte volte non si consuma per mancanza di conoscenza. È vero: Il sapore è quello che è, un po' diverso. Ma se si conoscono i benefici, si è più incentivati a provarlo e inserirlo nella dieta".











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