Larissa, Paolo, Kobe, Fede... storie di figli che superano i genitori

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racconto

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Larissa Iapichino ha battuto mamma Fiona May per un centimetro, prendendosi il record italiano del salto in lungo. Ma non è la prima volta che succedono imprese così in famiglia

Furio Zara

Collaboratore

5 luglio - 18:46 - MILANO

Un centimetro in più, un salto che copre un’intera vita. Figlie che fanno meglio delle loro madri. Non è una gara, anche se lo è. Larissa Iapichino, Fiona May. È successo a Eugene, in Oregon. Larissa Iapichino ha battuto il record italiano femminile nel salto in lungo, saltando 7,12 metri. Il record apparteneva a sua madre, Fiona May, che ventotto anni prima - a Budapest, nel 1998, Larissa sarebbe nata solo quattro anni dopo - aveva saltato fissando il confine sulla sabbia a 7,11 metri. Un centimetro è bastato a sciogliere il nodo di un destino, forse persino a risolverlo, consegnando all’una e all’altra la propria vita. Un centimetro è niente, un centimetro è tutto. Non è mai facile, definire un rapporto genitore/figlio quando entrambi si misurano con una disciplina sportiva ad alti livelli.

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