Agli azzurrini di Bollini (con Liberali, non al meglio, in panchina per 90') sarebbe bastato un punto per accedere alle semifinali. Passa la Croazia grazie al maggior numero di gol segnati dopo il 3-0 alla Serbia
Scivola all'ultima curva l'Italia U19, eliminata dall'Ucraina (già qualificata) quando sarebbe bastato il pari per andare in semifinale col secondo posto. La delusione per gli azzurrini c'è tutta, visto che il girone sembrava più alla portata rispetto all'altro vinto dalla Spagna con la Germania seconda. L'Ucraina chiude così a punteggio pieno (lo stimolo di arrivare primi, ovviamente, era proprio evitare la fortissima Spagna...) e nell'altra semifinale approda la Croazia, a quota 4 punti come l'Italia ma qualificata per il maggior numero di gol segnati dopo il netto 3-0 alla Serbia. Peggio di così, non poteva andare. La spedizione in Galles, con l'amaro in bocca, comunque non finisce qui: mercoledì contro la Danimarca lo spareggio tra le terze, che vale un posto al Mondiale U20 del 2027.
la beffa
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Rispetto allo 0-0 con la Croazia, Bollini ne cambia tre e lascia per 90' in panchina Mattia Liberali (non al meglio come si era visto nella partita precedente, al suo posto Mantini). Partono dall'inizio Marello al posto di Cocchi da laterale sinistro di difesa ed Elimoghale - esordio da titolare per lui - nel tridente al posto di Mosconi. Il centravanti dell'Ucraina - che cambia mezza squadra, con la qualificazione già in tasca - è Bohdan Popov, 5 gol nell'ultima Serie B con la maglia dell'Empoli. L'inizio sembra promettente, al 16' Marello, col suo sinistro incantato, fa vibrare la traversa, ma la beffa è dietro l'angolo: l'Italia infatti non si fa trovare sistemata al meglio quando il brevilineo Olychenko (nel Bayern, con la seconda squadra) parte in slalom sulla trequarti di sinistra, sguscia in mezzo a Mantini e Natali per poi mettere a sedere anche Verde con l'ultima finta. Un gran gol, agevolato però da una difesa che non ha avuto esattamente la faccia cattiva. La reazione è immediata e passa dai tentativi di Verde su sviluppo di angolo e poi di Wiafe dal limite, senza fortuna, poco prima dell'intervallo.
assalto a vuoto
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Bollini inizia il secondo tempo con un attaccante vero in più, pur senza discostarsi dal suo 4-3-3 fluido: Coletta arretra da mezzala lasciando spazio nel tridente a Mosconi, che prende il posto di Mantini. Continuiamo a fare densità nell'area avversaria ma senza il guizzo giusto, con qualche dubbio su un contatto aereo che vede finire giù Iddrissou. Aggiungiamo ulteriore sostanza in attacco con Arena (più uomo d'area) al posto di Elimoghale e i primi frutti arrivano al 78' con uno scambio nello stretto tra Nardin e Mosconi che tira sull'esterno della rete. Il pari sembra nell'aria, ma Marchenko (teoricamente portiere di riserva) si esalta sulla ribattuta ravvicinata di Coletta. Con l'Italia sbilanciata in avanti, l'Ucraina ci grazia due volte non riuscendo a infilare Pessina. Ma intanto, dall'altro campo, la brutta notizia del tris della Croazia sulla Serbia. Ma c'è poco da pensare ai fatti degli altri. L'Italia, che aveva il destino nelle sue mani, si è buttata via.









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