La campagna elettorale per la presidenza del Barcelona riserva sorprese fino all'ultimo minuto. Secondo Joan Laporta, De La Peña - il pelato, secondo il presidente - ha tradito il Barcellona portando Dro Fernandez al Paris Saint Germain.
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Nell'ultimo giorno di campagna elettorale, gli attacchi tra i candidati non si lesinano. E, ovviamente, non si è risparmiato nemmeno Joan Laporta. Il presidente uscente del Barcellona, oltre ad aver smentito l'avversario Lafont, ha lanciato un duro attacco contro Ivan De La Peña, agente di Dro Fernandez.
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Laporta contro Ivan De La Peña per il trasferimento di Dro
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Intervistato da Jijantes, il candidato alla presidenza del Barcellona Joan Laporta ha sferrato gli ultimi colpi di una campagna elettorale piena di dichiarazioni e colpi di scena. Al canale di informazione a tinte blaugrana l'avvocato ha parlato del trasferimento di Dro al Paris Saint Germain. Sul trasferimento del giovane spagnolo si era già espresso Flick, dicendosi deluso della poca pazienza che ha avuto il ragazzo circa il minutaggio con la prima squadra. E deluso è anche Laporta, che non si è risparmiato nel parlar male dell'agente del ragazzo, Ivan De La Peña. L'ex centrocampista di Lazio e proprio del Barcellona sarebbe il principale responsabile nell'affare che ha portato via il talento dalla Catalonia, secondo Laporta. "Con Mendes abbiamo mantenuto Lamine Yamal e non ci è successo quello che è successo con Lo Pelat, - il pelato, in catalano - per colpa sua, Dro è andato al PSG." E poi continua: "Se Mendes avesse avuto Dro, non sarebbe successo. È stata una vergogna e una pugnalata alle spalle".
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Dagli arbitraggi al mercato, il candidato a ruota libera
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L'attacco a De La Peña non è stato però l'ultimo atto di Laporta nella campagna elettorale. Il candidato ha parlato di arbitraggi, dicendo come secondo lui il Barcellona deve lottare contro il "sistema". "Dobbiamo avere una squadra forte per competere contro gli arbitraggi. Per questo abbiamo formato un blocco giovane e senza complessi". Ovviamente, dietro il sistema, c'è il Real Madrid: "Siamo primi in Liga e ci hanno criminalizzato molto. La televisione del Madrid diffama troppo, ed è un disastro".
Sul mercato invece, se da un lato non si è voluto sbilanciare su Cancelo, ha parlato delle concrete possibilità di prolungamento di contratto per Lewandowski e Raphinha. Inoltre ha smentito le voci che parlavano di una lettera mandata da Lafont, avversario nella corsa alla presidenza, ad Haaland. Secondo Laporta sarebbe solo una strategia per ottenere più voti. Le campagne elettorali sono delle battaglie, e Laporta non risparmia nemmeno un colpo.










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