Un doppio primato arrivato nel giro di 24 ore, con la più perfetta delle promesse di futuro - questo Europeo segna l'inizio della lunga marcia verso i Giochi di Los Angeles 2028, prima Olimpiade in cui si disputeranno anche i 50 dorso (così come rana e farfalla) - e il più rotondo dei tempismi. Sono passati esattamente 50 anni da quando l'olandese di padre antillano Enith Brigitha, nata a Curacao, divenne la prima nuotatrice nera a salire su un podio a cinque cerchi, con un doppio bronzo a Montreal 1976. Nel mezzo secolo successivo, nessuna donna afrodiscendente era riuscita a infrangere un record del mondo in piscina: ci ha pensato Sara Curtis da Savigliano, Cuneo.
Meloni, Tajani call new swim queen Sara Curtis (3)
Un tempo storico lunghissimo, rispetto a tutti gli altri sport - eccezion fatta per quelli invernali, geograficamente un discorso a parte - perfino rispetto a un altro gioco nel Novecento appannaggio dei bianchi, come il tennis. La carriera di Arthur Ashe, tra il successo agli Us Open coi venti del 1968 e quello a Wimbledon del 1975, non passò il testimone direttamente a Yannick Noah, così come lui non fece con due sorelle venute da Compton, che spazzarono via ogni distinzione a cavallo del nuovo millennio. A suon di titoli Slam e copertine dei più importanti magazine del mondo, Serena e Venus Williams hanno invece aperto la strada, definitivamente.
Nel nuoto, il processo è stato più lento: il primo oro olimpico fu di Anthony Nesty nel 1988, che rimase episodio abbastanza isolato fino a quello al femminile di Simone Manuel a Rio 2016. Lo strabiliante record del mondo di Sara Curtis in finale (26"56, tre decimi meglio di quello di Kaylee McKeown che aveva resistito dal 2023 al giorno prima) arriva con Mary-Ambre Moluh dietro di lei, nuotatrice francese afrodiscendente che in questi campionati è diventata la prima donna europea sotto i 58" nei 100 dorso: un indizio sul fatto che, in futuro (e già nel presente), non sarà più un'eccezione.
Eccezionale, però, è la piemontese, il cui traguardo è stato elogiato anche dal New York Times, che la elegge a "favorita di una gara che sarà al centro dell'attenzione nei prossimi 2 anni", fino cioè a Los Angeles 2028: nella notte, la campionessa mondiale in carica Katharine Berkoff ha vinto i campionati Pan Pacifici migliorando il suo personale, nuotando però in 26"90, ben sopra il tempo di Curtis. Un crono cesellato curando soprattutto i dettagli nell'ultimo anno all'Università della Virginia, allenandosi con campionesse già affermate come Gretchen Walsh che l'hanno accolta. Un ambiente che le ha fatto rivivere il nuoto "come la prima volta, quando ero bambina", e che in 12 mesi l'ha portata ai massimi livelli, lavorando con particolare attenzione sulla respirazione, sulla partenza e sulla virata. Un fondamentale che nei 50 dorso non c'è, ma Sara Curtis può aver invertito la direzione del nuoto mondiale.
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