Il tecnico Arne Slot, nonostante un Liverpool in evidente difficoltà col Psg, fa subito alzare dalla panchina l'attaccante egiziano, all'ultima stagione coi Reds, poi non gli concede nemmeno 1'
9 aprile - 00:23 - MILANO
Comincia a scaldarsi intorno al 35'. Con il Psg già in vantaggio per il gol di Doué e in controllo su un Liverpool dall'andamento lento e senza idee. Sovrastato dal ritmo dei padroni di casa e incapace di reagire. In quel momento, sembra che Arne Slot possa mandarlo in campo Momo Salah. Per smuovere una squadra che si sta già consegnando agli avversari. E invece. Invece non entra al 79', quando Slot effettua quattro cambi. E nemmeno al 90', quando il tecnico olandese dei Reds si gioca l'ultima e inutile carta: Nyoni per Frimpong, in affanno sin dall'avvio della gara. Così si sta chiudendo la storia di Salah al Liverpool.
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Certo l'egiziano non sta disputando la sua stagione migliore, ma Slot non gli sta concedendo alcuna opportunità di lasciare un buon ricordo. Se Slot definisce nel prepartita la rinuncia a Salah dal 1' "la scelta più difficile per me in questa stagione", al giocatore - giunto ad Anfield dalla Roma nel giugno 2017 - non resta che fare allenamento defaticante a fine gara con un altro degli esclusi eccellenti dei Reds: Federico Chiesa. Salah, Chiesa, Ngumoah si muovono a centrocampo e bisbigliano qualcosa fra loro. Salah si guarda intorno. Forse non tornerà a Parigi. Al Parco dei Prinicipi. A giocare la Champions. Di certo non lo farà con il Liverpool. Perché la sua storia ad Anfield si sta concludendo. Nel modo peggiore.
La Gazzetta dello Sport
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