La sfida più insolita del Mondiale: Henderson sfida i giornalisti a freccette

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D. Chinellato · 15 giugno 2026

La tradizione è nata ai Mondiali del 2018 per avvicinare nazionale e stampa. A Kansas City il primo round del Mondiale 2026 è andato ai giocatori con Jordan Henderson, ma la gara proseguirà per tutta la competizione.

Jordan Henderson entra nella sala delle conferenze stampa che l’Inghilterra ha allestito a Kansas City e punta dritto verso Alex Howell, giornalista della Bbc. Gli stringe la mano e poi parlotta con lui, camminando verso una zona della stanza non lontana dal podio. Non è il preludio di un’intervista, ma il primo atto di un rituale unico nel Mondiale: una sfida a freccette tra giocatori e giornalisti. Fa parte della tradizione dell’Inghilterra ai grandi tornei dal 2018, nel corso degli anni è diventato così competitivo che John Stones, transitato da quelle parti una mezz’ora prima di Henderson, aveva scherzosamente ripreso i giornalisti che provavano a colpire il bersaglio: “Non vale fare pratica”. Questo rituale insolito è una sana competizione che ha portato rispetto e complicità tra due mondi distinti. Una tradizione che è continuata anche al primo grande torneo inglese con Thomas Tuchel in panchina.

IL RITO - Tutto comincia nel 2018, col Mondiale di Russia. L’arrivo di Gareth Southgate sulla panchina dell’Inghilterra aveva portato fine alla guerra fredda tra nazionale e stampa inglese al seguito: dalle risposte monosillabiche e i dispetti si era passati alla distensione, complice il fatto che Southgate tra la fine della carriera di giocatore e quella di allenatore aveva fatto l’opinionista in tv, avvicinandosi al mondo dei media. Serviva qualcosa per suggellare questa distensione, quindi gli addetti stampa dell’Inghilterra hanno lanciato questa scherzosa sfida a freccette. Ogni giocatore che va in conferenza stampa si presta, lo staff dell’Inghilterra sceglie a turno qualcuno dei giornalisti della stampa britannica in viaggio. Si gioca per tutto il torneo, tre tiri a testa, col punteggio più alto che vince e lo score che prosegue per tutto il Mondiale o per l’Europeo: il gruppo in vantaggio quando il torneo finisce, vince. Lo spirito competitivo che si crea col passare delle partite maschera la distensione che questo piccolo rito ha creato, come la comunicazione tra giornalisti e nazionale negli anni di Southgate si sia evoluta. Chiunque viene scelto tra i giornalisti sente la responsabilità di non essere umiliato. E i giocatori non ne vogliono sapere di perdere, ne va dell’onore della squadra. Il primo round questa volta se lo prendono i giocatori, anche se Henderson ci mette un po’ a capire che ha vinto. Il Mondiale però è appena cominciato. E anche quel testa a testa mirando a un bersaglio che ha riavvicinato la nazionale inglese ai giornalisti.

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