La rincorsa di Stankovic: un'estate al top per convincere Chivu e tenersi l'Inter

10 ore fa 1

Il figlio d'arte, il più giovane dei figli di Dejan classe 2005, è tornato dal Bruges e si gioca il futuro: piace all'estero, il club lo valuta 40 milioni ma riflette

Guendalina Galdi

Giornalista

13 giugno - 10:00 - MILANO

Il desiderio di rimanere a Milano rischia di scontrarsi con dinamiche di mercato che impongono un’unica, solita, riflessione: da qui fino alle 20 del 1° settembre tutto può succedere. Aleksandar Stankovic lo sa. È tornato all’Inter dopo un anno di svezzamento al Bruges in cui è come se avesse superato una sorta di esame di maturità e avesse fatto sapere al mondo intero che il suo periodo di apprendistato è finito. È una certezza, condivisa anche dal club che vede all’orizzonte, insieme e per il figlio d’arte — terzo bambino di Dejan che in nerazzurro ha vinto 15 trofei — un bivio: sarà una conferma oppure sarà un sacrificato sull’altare del mercato e delle plusvalenze? Presto per dirlo. Ma tra poco più di un mese la visuale sarà ben più nitida: Aleks si gioca la permanenza all’Inter nei dieci giorni di ritiro in Germania, dal 16 al 26 luglio.

esempi

—  

Stankovic Jr insomma può fare il percorso del coetaneo Pio Esposito. Dodici mesi dopo. Vent’anni entrambi, che per tutti e due diventeranno 21 prima dell’inizio della prossima stagione, e già legati da una vita nelle giovanili della loro squadra del cuore. Anche Aleksandar ha fatto tutta la trafila fin da giovanissimo; un percorso che avvicina la storia del serbo anche a quella dell’amico Federico Dimarco che sul tramontare della passata stagione aveva condiviso con stampa, tifosi e club un auspicio: «Spero che la prossima stagione torni anche Stankovic. Per me è un fratellino». Il loro è un legame lontano, l’esterno mancino ebbe un ruolo importante quando il ragazzo decise di trasferirsi in prestito al Lucerna (tra il 2024 e il 2025): Dimarco aveva già giocato in Svizzera, al Sion, e consigliò ad Aleks di cimentarsi con quel campionato che gli avrebbe garantito minuti e una crescita senza agitazioni. La migliore palestra in quel momento. Bastarono quelle poche parole per prendere con serenità quell’aereo, consapevole che l’Inter non lo stava abbandonando, anzi. Un po’ come accaduto l’anno successivo con la nuova partenza da Milano: ancora più a nord, destinazione Bruges.

Crescita

—  

 Il trasferimento in Belgio avrebbe potuto avere contraccolpi psicologici diversi, fosse soltanto perché stavolta non si trattava di un prestito bensì di una cessione a titolo definitivo. L’unico spiraglio di poter tornare a Milano era quel diritto di recompra inserito dall’Inter e accettato dai futuri campioni di Jupiler Pro League. Ed è proprio in quella fessura che si sono insinuati l’ottimismo di Aleks e la lungimiranza dei nerazzurri. Il 5 giugno scorso, infatti, il 2005 nato a Milano, perché qui giocava allora papà Deki, è tornato a casa. Un ragazzo cresciuto, anche dal punto di vista puramente fisico, e più consapevole delle sue qualità. È tornato con più fiducia in se stesso, uno scudetto belga e il titolo locale di «Talento della stagione». Meglio di così non poteva andare. E ora l’Inter si frega le mani perché ha in rosa o un potenziale futuro big del proprio centrocampo, oppure un gioiello purissimo di mercato. Stankovic, un altro dei bambini di Chivu perché è già stato allenato dal romeno nelle giovanili interiste, ha non pochi estimatori all’estero. Dalle spendaccione della Premier League a un paio di tedesche pronte a piombare su di lui nell’eventuale estate del grande salto. Tra i 10 milioni spesi dal Bruges nel 2025 e i 23 sborsati dall’Inter otto giorni fa — facendo firmare al giovane un contratto fino al 2031 — il numero in negativo nella colonna delle spese è pari a 13 milioni. Ma l’Inter sa che per Aleks possono arrivare proposte ben più indecenti, fino a 40 milioni. Cifra a cui sarebbe difficile, se non proprio impossibile, dire di no.

dieci giorni

—  

Tuttavia al momento non si può escludere niente; né che il nazionale serbo rimanga nella squadra del futuro, né che lasci di nuovo casa sua per una nuova realtà. La parola d’ordine è attesa. E Stankovic sa che il ritiro di metà luglio a Donaueschingen, nel sud della Germania, potrà essere per lui antipasto o solo un assaggio di Inter. In cuor suo, lui si augura la prima opzione, convincendo (di nuovo) Chivu come fece l’anno scorso Pio negli States. Il suo Mondiale per Club saranno le prime sgambate estive nel Baden-Württemberg. Quando avrà 10 giorni per tenersi l’Inter

Leggi l’intero articolo