La rincorsa di Cadenasso: in sei mesi da oltre n.500 agli Internazionali di Roma

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Il tennista ligure in semifinale a Cagliari ha ricevuto la notizia che con l'ingresso di Berrettini per classifica nel main draw lui avrà la wild card 

Lorenzo Topello

Collaboratore

3 maggio - 12:05 - MILANO

Il dritto di Jesper De Jong si spegne a rete e dall’altra parte del campo Gianluca Cadenasso non può che spalancare le braccia e prendersi l’affetto del pubblico di Cagliari. Oltre a una significativa fetta di ranking che male non fa: il genovese, classe 2004, ha approfittato del Challenger in Sardegna per ritagliarsi la migliore settimana della carriera. Ha raggiunto per la prima volta la semifinale di un 175 e si è guadagnato la top 200. Ma il regalo più bello è un altro: il suo storico di 0-0 a livello Atp si sta per smuovere, perché (complice l’ingresso di Berrettini per diritto di classifica) ha appena ottenuto la wild card per gli Internazionali di Roma. 

wild card per roma

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Cadenasso ha raccolto lo scalpo di Jesper De Jong, ex numero 77 del mondo, dopo tre set. Per ora il successo più luminoso della carriera. Eppure ha confessato a SuperTennis a fine match: “Dopo la fine del secondo parziale nello spogliatoio stavo un po’ soffrendo. E forse ho fatto soffrire un po’ anche il pubblico…”. Poi il siparietto: il presidente della FederTennis Binaghi gli ha comunicato in diretta che la sua wild card per Roma non valeva per le qualificazioni, ma per l’ingresso diretto in tabellone. Al Foro Italico proverà a farsi spazio anche lui, per un’altra fettina di ranking che lo proietti ancora più: “Il bello è che sei mesi fa, da infortunato, ero finito fuori dai primi 500 del mondo”. 

rincorsa

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Gianluca è l’ultimo esponente della scuola ligure: nato e cresciuto col tennis come primo pensiero e il Genoa come seconda passione, si è approcciato alla racchetta ispirandosi a Rafa Nadal, il campione per cui ha ammesso di essersi svegliato anche di notte pur di seguirlo. Oltre ovviamente a Fabio Fognini, perché la corregionalità unisce. Quando non segue il tennis e il calcio, butta un occhio alla Formula Uno. E in effetti nel ranking è sgommato pure lui, a furia di traguardi Challenger: a novembre la prima finale disputata, perdendo ad Alicante, e lo scorso 23 marzo il primo titolo di categoria 75 conquistato ad Asuncion, in Paraguay. Un alloro che lo ha fatto entrare di prepotenza fra i primi 300 del mondo. Il resto lo ha fatto la settimana di Cagliari. 

sogno romano

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Il sogno proibito, da buon italiano, sarebbe vincere Roma. E ogni sogno che si rispetti inizia con un primo passo come quello dell’accesso al main draw. Poi si vedrà, un dritto dopo l’altro: “E’ il colpo che sento più mio, quello a sventagliare”. Comprensibile, se cresci con Nadal sotto gli occhi. E la terra battuta è ovviamente la superficie che porta nel cuore: sul rosso non si è regalato solo le finali Challenger di Alicante e Asuncion oltre alla bella settimana di Cagliari, ma ha anche conquistato tutti e quattro i titoli Itf fra Slovenia e Italia. Qualche settimana fa gli hanno chiesto quale fosse il ricordo tennistico più prezioso fin lì, e lui ha citato il primo punto Atp guadagnato a Monastir. Ora Gianluca potrebbe iniziare ad avere l’imbarazzo della scelta.

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