La Fia assolve l'ala Mercedes: "Un problema meccanico, non un vantaggio prestazionale"

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Tombazis spiega il ritardo nella chiusura del profilo anteriore sulla W17: "Quando non c'è dolo, non facciamo ricorso ai Commissari per non creare precedenti da un dettaglio molto piccolo"

Federico Mariani

27 marzo - 11:48 - MILANO

Nessun vantaggio cercato dolosamente: la Fia spegne così le polemiche riguardanti la discussa ala anteriore impiegata dalla Mercedes. Durante il GP di Cina, il costruttore tedesco aveva suscitato non pochi sospetti tra i team rivali per via della chiusura realizzata con due fasi. Il regolamento, però, prevede un movimento unico. Secondo gli avversari, le vetture di George Russell e Kimi Antonelli sarebbero state avvantaggiate in frenata. Tuttavia Nicholas Tombazis descrive un quadro molto diverso dal punto di vista della Federazione. 

problema

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L'ingegnere greco, uno dei padri del nuovo regolamento tecnico 2026, ha così spiegato ai microfoni Sky: “L’ala Mercedes non aveva un effetto prestazionale, non era una soluzione progettata per trarre vantaggio di proposito. Si trattava di un problema meccanico simile a tanti guai che hanno riscontrato altre squadre. Quando non si tratta di dolo, non facciamo ricorso ai Commissari per non creare precedenti da un dettaglio molto piccolo”. Dunque il caso Mercedes può essere archiviato. Ma Tombazis puntualizza anche le differenze tra questa situazione e altre anomalie, come i recenti episodi legati ai fondi irregolari che comportarono le squalifiche delle Ferrari nel GP di Cina 2025 e delle McLaren a Las Vegas, sempre un anno fa: “Quando non si rispetta un parametro, noi tendiamo a dare un avviso senza conseguenze. Tutti apprezzano questo approccio. Ma, di fronte a un qualcosa di reiterato, andiamo direttamente dai Commissari. Inoltre il consumo del fondo piatto è una questione di prestazione. Secondo le regole del 2025, se l’auto restava a contatto con l’asfalto per più tempo, le prestazioni risultavano migliori”. 

agitazione

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Il vero nodo riguarda i nuovi regolamenti, molto complicati da interpretare. Tombazis spiega: “Stiamo gestendo un insieme di normative inedite, è normale avere una fase di adattamento. Il caso Mercedes era qualcosa di visibile e tutti se ne sono accorti. C’è stata agitazione, ma l’episodio non meritava tutta questa enfasi”. In conclusione il responsabile Fia aggiunge: “Le nuove vetture sono molto complicate, i regolamenti hanno molto dettagli che si scoprono di volta in volta, Se applicassimo un rigore assoluto e immediato per ogni episodio, avremmo metà della griglia sotto inchiesta per tutti i GP”.

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