La corsa al lancio dell'ultimo
modello di intelligenza artificiale starebbe spingendo le
aziende della Silicon Valley oltre i limiti. Intervenuti nel
corso di una puntata del podcast di Lex Fridman, ricercatore del
Mit, Nathan Lambert dell'Allen Institute for AI, e Sebastian
Raschka, fondatore di un laboratorio di ricerca
sull'intelligenza artificiale, hanno sottolineato come OpenAI e
Anthropic abbiano accolto un modello del lavoro "996",
consolidato in Cina. "Vuol dire lavorare dalle 9 del mattino
alle 9 di sera", dicono, "per sei giorni alla settimana".
"Puoi farlo all'inizio, per un po', ma alla lunga le persone
si scaricano, vanno in burnout". Come scrive Business Insider a
riguardo, "sebbene la Silicon Valley sia da tempo nota per una
cultura lavorativa intensa, alcune aziende hanno adottato un
orario di lavoro rigido", per far fronte all'accesa competizione
nel mercato dell'IA.
Nathan Lambert ha affermato come la tendenza a lavorare di
più e più velocemente, "sia conseguenza dei continui
miglioramenti dei modelli e della necessità delle aziende di non
rimanere indietro". Spiega però che questo ha "un "costo umano
concreto", tra cui la perdita di tempo con la famiglia, la
chiusura mentale nei confronti del resto del mondo e problemi di
salute. "San Francisco è il centro del mondo per chi vuole avere
un impatto nell'IA. Ma con dei compromessi".
Negli ultimi giorni, proprio OpenAI e Anthropic sono state al
centro di alcune polemiche riguardanti gli spot pubblicitari
trasmessi durante il Super Bowl. In questi, Anthropic racconta i
lati negativi dell'avvento delle pubblicità su un chatbot IA. Un
chiaro riferimento alle inserzioni in arrivo su ChatGpt. Su X,
l'ad di OpenAI, Sam Altman, ha bollato gli spot come "disonesti"
spiegando che "non pubblicheremmo mai annunci pubblicitari nel
modo in cui li presenta Anthropic".
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1 giorno fa
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