La Bce mantiene, come atteso, i tassi d'interesse fermi. Il tasso sui depositi resta così al 2%, quello sulle operazioni principali di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%.
"Il conflitto avrà un impatto rilevante sull'inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici". La Bce taglia le sue stime di crescita per l'area euro dopo l'escalation in Iran e avverte: "un'interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas comporterebbe un'inflazione più alta e una crescita più bassa rispetto allo scenario di base delle proiezioni".
Nel nuovo scenario di base la crescita 2026 si ferma allo 0,9% da 1,2% indicato a dicembre. La stima per il 2027, in precedenza all'1,4%, scende all'1,3% e quella per il 2028 resta a 1,4%. Una revisione al ribasso "derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia", si legge nel comunicato della Bce.
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