La battuta di Infantino sull'Italia al Mondiale scatena le proteste

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La Gazzetta Dello Sport · 12 giugno 2026

Il presidente Fifa scherza sul nuovo formato della Coppa del Mondo e riapre la ferita azzurra: riferimento diretto all’ennesima assenza dell’Italia dalla fase finale

“Con 64 squadre forse si qualificherebbe l’Italia. Magari dovremmo arrivare a 228…”. Bastano poche parole a Gianni Infantino per accendere il dibattito durante la serata inaugurale dei Mondiali. Una battuta pronunciata in diretta televisiva con il sorriso sulle labbra, ma destinata inevitabilmente a far discutere, perché tocca uno dei nervi più scoperti del calcio italiano: l’assenza della Nazionale dalla Coppa del Mondo. Il presidente della Fifa ne parla a margine della gara che apre ufficialmente il torneo a Città del Messico, vinta dai padroni di casa contro il Sudafrica. Intervistato dall’emittente brasiliana CazéTV, Infantino affronta il tema dell’allargamento del Mondiale e delle possibili evoluzioni future del format.

La battuta sul format e il riferimento agli azzurri

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Il numero uno della FIFA parte dall’edizione appena inaugurata, la prima nella storia con 48 nazionali partecipanti. “Vediamo come funzionerà questa Coppa del Mondo con 48 squadre. È un torneo enorme”, spiega. Poi allarga il discorso alle ipotesi che negli ultimi anni hanno animato il dibattito all’interno della federazione internazionale. “Abbiamo parlato anche di 64 squadre per coinvolgere ancora di più il mondo del calcio. La proposta è stata discussa in Consiglio, ma adesso godiamoci questa prima edizione”. A quel punto arriva l’affondo. “Forse con 64 squadre l’Italia si qualificherebbe. Potremmo arrivare a 228 per vedere se ci riesce”. Infantino accompagna la frase con una risata, ma il riferimento è evidente.

la replica politica

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Le parole di Infantino non sono passate inosservate. Tra le reazioni più dure c’è quella del deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato, che ha criticato apertamente l’uscita del presidente FIFA. “A Gianni Infantino piace fare lo spiritoso sull’Italia che non si è qualificata ai Mondiali? Si ricordi che non parla da tifoso al bancone di un bar, ma da presidente della FIFA. Un ruolo che ricopre anche grazie al sostegno della federazione italiana e che dovrebbe imporre equilibrio, rispetto e senso delle istituzioni”, ha dichiarato. Amato ha poi sottolineato come la mancata qualificazione degli azzurri sia già motivo di forte delusione nel Paese, senza bisogno di ulteriori ironie provenienti dai vertici del calcio mondiale. “Siamo i primi a vergognarci del declino della nostra Nazionale e del disastro in cui versa il calcio italiano, non abbiamo bisogno delle sue battutine da quattro soldi per accorgercene. Deridere l’Italia è un esercizio di rara pochezza, soprattutto da parte di chi dovrebbe rappresentare tutto il calcio mondiale, Italia compresa”, ha aggiunto. Il deputato ha quindi concluso con un ultimo affondo: “Le figuracce degli azzurri sono gravi. Quelle del presidente FIFA lo sono ancora di più. Abodi faccia sentire la sua voce per cortesia”.

L’idea delle 64 squadre resta sullo sfondo

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Al di là della battuta, il tema dell’allargamento del torneo continua comunque a essere oggetto di discussione. L’ipotesi di una Coppa del Mondo a 64 squadre era stata avanzata dalla Conmebol in vista del Mondiale 2030, l’edizione del centenario che sarà organizzata da Spagna, Portogallo e Marocco con alcune partite celebrative in Sudamerica. L’obiettivo era aumentare ulteriormente la rappresentanza delle federazioni emergenti e coinvolgere un numero ancora maggiore di Paesi. Un progetto che avrebbe portato il torneo a 128 partite complessive. La Fifa ha preso in considerazione la proposta, ma alla fine ha scelto di non procedere. Tra le principali criticità emerse ci sono state le difficoltà organizzative, le perplessità di diverse confederazioni - in particolare dell’UEFA - e il timore di diluire eccessivamente il livello competitivo della manifestazione. Per il momento, dunque, il calcio mondiale si concentra sulla nuova formula a 48 squadre. Ma a giudicare dalle parole di Infantino, il dibattito sul futuro del torneo è tutt’altro che chiuso.

12 giugno 2026 (modifica il 12 giugno 2026 | 15:55)

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