La 21esima sinfonia dell'Inter, ecco la nuova copertina di Sportweek

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Nel nuovo numero di Sportweek la celebrazione della vittoria nerazzurra, la storia della Solliccianese, squadra di un carcere in provincia di Firenze, gli Internazionali di Roma e un'intervista a Fred De Palma

Andrea Barilaro

8 maggio - 12:45 - MILANO

Ventuno volte Inter. È lo scudetto di Lautaro Martinez, capitano e capocannoniere. È lo scudetto di Federico Dimarco, re degli assist e simbolo dell’interismo. Ed è lo scudetto di Cristian Chivu, ex bandiera e subito vincente al primo anno sulla panchina nerazzurra (dei grandi). È dedicata al tricolore dell’Inter la cover di Sportweek, in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport a un prezzo complessivo di 2,50 euro.

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Cristian Chivu, l’imperatore romeno. Il segreto? L’empatia con il gruppo. Così, al primo anno completo da allenatore di Serie A, il tecnico interista ha riportato a Milano lo scudetto. In dieci parole chiave, dal suo staff di duri alla passione per la Nfl, ritratto dell’uomo guida dell’Inter scudettata. Ma come nasce il Chivu allenatore? Siamo stati a Resita, Romania, la sua città, per farci raccontare quel ragazzo di talento che oggi torna a casa per portare i fiori sulla tomba del papà. Dall’attuale allenatore a… un grande ex nerazzurro, cioè José Mourinho. Lo abbiamo intervistato in esclusiva: “Non mi piace quando entro in un ristorante e spunta un tavolo anche se non ho prenotato”. E ancora: l’Inter (“Nessuno di questa attuale giocherebbe in quella del Triplete”), Chivu (“Bravo e fortunato”), Milano, Roma (“La città più bella”) e il Mondiale (“Il Portogallo può vincerlo, l’Iran deve partecipare”).

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Spazio quindi alla Solliccianese, squadra del carcere di Sollicciano, a Firenze, che partecipa a un torneo Uisp che permette ai detenuti di confrontarsi con l’esterno, in una combinazione di sport, regole e reinserimento: “Per loro è salute e ossigeno puro”. E mentre Sergio Pirozzi, famoso per aver gestito 10 anni fa l’emergenza e le conseguenze del sisma ad Amatrice, è tornato ad allenare e con la rinata Lucchese ha centrato la promozione (“Quel disastro fu un trauma, ora mi dedico solo allo sport”), Christian Manfredini disegna la sua formazione dei sogni. Chi ha scelto? Da Siviglia a Perrotta, da Corini a… Pandev.

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In vista degli Internazionali d’Italia, su Sportweek ampio spazio al torneo del Foro Italico. Il primo intervistato è Paolo Bertolucci, semifinalista nel ’73 e ora commentatore di Sky: “Roma è Roma, c’è poco da fare. Sinner favorito ma ci saranno altri 95 giocatori pronti a batterlo. A chi dice che Jannik non ha il talento di Alcaraz, rispondo dicendo che non ho mai visto un atleta che, senza talento, diventa numero uno al mondo”. Quindi Flavia Pennetta, ex vincitrice Slam, moglie di Fabio Fognini e anche lei nel team di Sky: “Da piccola sognavo Roma. Che brava Paolini un anno fa. Sono una mamma un po’ rompiscatole, a mio marito dico grazie perché, senza di lui, non avrei raggiunto determinati risultati”. Infine Alexander Bublik, n.11 del mondo e “direttore del circo: è il ruolo che mi calza meglio. Sfascio racchette ma non significa che non seguo le regole. Amo l’Italia, ascolto Celentano e…”. In tutto questo, sono passati cinquant’anni dalla stagione d’oro di Adriano Panatta, vincitore nell’ordine di Roma, Roland Garros, Coppa Davis. Ritratto del giocatore che ha reso pop il tennis.

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L’apertura style è dedicata a Fred De Palma, ex rapper da Torino e oggi re del reggaeton: “Ma da piccolo giocavo a baseball, ho anche fatto dei provini per la nazionale. Ecco come vi farò ballare anche questa estate”. Spazio quindi al servizio moda, il fuori carta, i nostri consigli e l’icon, questa settimana dedicata all’anniversario dell’uscita di Top Gun. Tutto questo su Sportweek.

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