"L'aggiustatore" arriva finalmente in Nazionale: non da allenatore come poteva succedere dopo Spalletti, ma con il compito di sistemare il settore tecnico. I suoi piani
Quando si dice avvicinarsi a casa: per andare a Trigoria doveva attraversare Roma da nord a sud sfidando il traffico, per raggiungere via Allegri potrebbe passeggiare un quarto d’ora tagliando uno spicchio di Villa Borghese ed entrare nel palazzo della Federcalcio. Casa e bottega dentro al quartiere Parioli per l’ultima grande sfida di una magnifica carriera: Claudio Ranieri aveva annusato la chiamata di Malagò nei giorni scorsi e ha mantenuto la promessa nel momento in cui l’ha ricevuta. "Non potrei mai rifiutare la Nazionale", aveva raccontato alle persone vicine, ribadendo il contenuto di un’intervista datata un paio di mesi: "Allenatore o direttore tecnico, non cambia niente. Ho dovuto farmi da parte quando ero alla Roma, ma adesso sono libero di fare ciò che voglio. Se succederà non lo so ma mai dire mai".
il viaggio
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E allora ha detto sì senza pensarci un secondo. Ha preparato un trolley, seguito passo dopo passo dalla moglie Rosanna, e ha lasciato in tutta fretta la splendida tenuta di Stalettì, a picco sul mare della Calabria, per salire sull’ultimo aereo in partenza da Lamezia Terme. Non sarà ct, incarico al quale aveva dovuto rinunciare dopo le dimissioni di Spalletti perché Dan Friedkin non lo autorizzava a svolgere il doppio ruolo, ma continuerà a lavorare dietro alle quinte come gli era successo alla Roma, prima della rottura con Gasperini e del traumatico addio alla squadra del cuore. Direttore tecnico e presidente del club Italia, un riconoscimento alla competenza e allo stile di un personaggio di caratura mondiale.
analogie
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Abbraccia per la prima volta la Nazionale, benedicendo il ritorno di Roberto Mancini che invece era stato osteggiato da Maldini, nelle stesse condizioni di emergenza alle quali spesso è stato abituato a muoversi. Stavolta il ruolo è diverso, anzi unico, perché non potrà incidere con le sostituzioni o con le intuizioni di mercato. Ma il compito è analogo: Ranieri sarà l’aggiustatore, dentro a un progetto a matrice pariolina che prevede prima di tutto il ripristino della normalità. Sarà molto più di un ambasciatore della Nazionale: si confronterà con Malagò, naturalmente, ma godrà di assoluta autonomia decisionale nella riorganizzazione dell’area di sua competenza. La Federazione ha bisogno di ripensarsi dalle fondamenta: la scelta dei giocatori convocabili è l’ultimo dei problemi. E lui, sir Claudio, è pronto a mettere a disposizione di tutte le nazionali la sua esperienza e il suo buon senso, fornendo indicazioni utili per una riorganizzazione totale. Anche il manager che potrebbe affiancarlo nel lavoro, Gianfranco Zola, è un incastro non casuale: Ranieri lo ha guidato al Chelsea, ai tempi di Magic Box, e lo ha considera uno dei giocatori più forti e intelligenti mai allenati.
il profilo
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Romano e romanista come Malagò, certo. Ma anche figura capace di unire un mondo tradizionalmente divisivo. Ranieri è il classico nome che mette d’accordo tutti. Difficile, stavolta, trovare un politico o un tifoso che possano storcere il naso davanti al suo ingresso nel Club. Attenzione però. Parliamo di un uomo maturo che non ha mai avuto paura di prendere decisioni forti o addirittura impopolari: ha completato imprese favolose, dal titolo con il Leicester al salvataggio del Parma fino all’incredibile quinto posto con la Roma afferrata sul ciglio della retrocessione, proprio perché ha saputo valorizzare sempre il Noi a dispetto dell’Io.
gran finale
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Pensava di meritare una serena pensione dopo l’ultima avventura a Cagliari, riportato in A con il miracolo di Bari e poi mantenuto a galla con un campionato appassionante, ma il suo progetto di "sedermi su una panchina al parco con i nipotini" viene rimandato un’altra volta. Uno dei suoi sogni era assumere un incarico di prestigio in Federcalcio ed è riuscito a realizzare anche quello. Se poi Ranieri avrà voglia di un giardino dove rilassarsi con i piccoli eredi, Villa Borghese è dietro l’angolo: la patria gli consentirà qualche piccola sosta rigenerante sulla strada verso il Mondiale.










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