(di Alessandra Chini)
"Roma non è una città provinciale,
sfatiamo questa diceria, ma un luogo in cui gli artisti arrivano
e restano, attratti da una luce unica e da una stratificazione
che va dalle rovine ai gatti di Largo Argentina fino agli
interventi di architettura contemporanea, da Zaha Hadid al Maxxi
e Meyer all'Ara Pacis".
È un amore profondo per Roma quello di Frida Giannini,
architetta di formazione, storica dell'arte e nota ex direttrice
creativa della maison Gucci, tornata recentemente sotto i
riflettori con una nuova e importante collezione presentata dal
celebre grande magazzino londinese Liberty. Ieri è tornata a
raccontarsi,
nell'ambito del progetto culturale 'Preposizioni',
e a raccontare anche di Roma, intesa come uno "stato mentale
prima ancora che come città". Un messaggio suggellato con la
t-shirt indossata con orgoglio, "Roma state of mind", più
manifesto che slogan.
L'occasione è l'incontro che ha inaugurato un nuovo progetto
culturale promosso dallo studio Mazzeo nel palazzo
Baldoca-Muccioli, proprio nel cuore di Roma, a via Giulia,
dedicato alla contaminazione tra moda, arte, design e
architettura. Intervistata dallo YouTuber Francesco Melchionda,
creatore del format 'Perfide Interviste', Giannini ha risposto
alle provocazioni con garbo e schiettezza, alternando
riflessioni personali a considerazioni sul sistema moda.
"Le maestrie artigianali, fondamentali per la crescita
dell'industria - ha sottolineato in un passaggio - non sono
state adeguatamente tutelate in Italia. I francesi sono stati
più furbi e lungimiranti nel mettere in campo politiche
industriali efficaci" e così "molti marchi italiani sono stati
acquisiti da gruppi stranieri approfittando delle debolezze
strutturali del sistema".
Non è mancata una riflessione sul rapporto tra creatività e
mercato: meglio i giudizi o i bilanci? "I giudizi ti fanno
crescere, i bilanci ti possono far licenziare". Una lucidità che
passa anche dal confronto con i propri mostri sacri: "Se a Gucci
hanno potuto mandare via Tom Ford, che era il mio mito, figurati
se non potevano mandare via me. Questa consapevolezza — ha detto
— mi ha però impedito, quando ho preso il suo posto, di cedere a
ogni delirio di onnipotenza, nonostante con la mia creatività
fossi al centro del sistema della moda internazionale".
E così è stato anche per l'ultimo giorno nella maison, una
scena "felliniana", ricorda: l'uscita dall'ufficio portando con
sé solo uno spazzolino da denti e una foto della figlia. "Ho
lasciato tutto il resto, sentivo l'urgenza di andare via". A
chiudere l'incontro la riqualificazione delle aree periferiche e
degli edifici dismessi a Roma che per Mazzeo sono "fondamentali
per la rigenerazione urbana e l'innovazione sociale", mentre
Giannini ha sottolineato la "necessità di interventi selezionati
e progetti iconici capaci di segnare il nostro tempo".
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8 ore fa
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