L'Italia U19 sbatte sulla Croazia: gli azzurrini non vanno oltre lo 0-0

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Domenica alle 17 contro l'Ucraina in palio l'accesso alla semifinale e la qualificazione al Mondiale U20 del 2027

Frenatina. Che non compromette i sogni, ma complica un po’ il cammino. Lo 0-0 contro la Croazia nella seconda giornata dell’Europeo gallese porta l’Italia a 4 punti e rinvia la pratica qualificazione all’ultima giornata, contro l’insidiosa Ucraina. Dopo il successo all’esordio con la Serbia, gli azzurrini finiscono impantanati nel ritmo basso dei croati che fanno ben poco per provare a vincerla, ma si difendono con ordine e sostanza (a proposito, al centro della linea a quattro il neo atalantino Puljic, gigante di 194 centimetri). L’Italia, pur senza brillare, non sfrutta le sue occasioni e complessivamente non ruba l’occhio. Complice probabilmente un pomeriggio opaco di Mattia Liberali (che ci ha abituato molto bene, quindi una fisiologica giornata storta si nota di più). Niente drammi e testa alla prossima partita del 5 luglio, rimanendo anche in attesa del risultato delle 19 (di fronte Serbia e Ucraina) per decifrare la classifica del girone. Nell’altro raggruppamento, Germania e Spagna hanno già centrato la semifinale e si giocheranno il primo posto.

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Rispetto all’esordio, Bollini fa un solo cambio e dà una sfumatura diversa al suo 4-3-3 fluido: dentro Wiafe – fresco neo acquisto del Genoa – al posto di Comotto, con Coletta che parte a centrocampo lasciando il lato destro del tridente proprio all’ex Modena. Liberali, come spesso accade in azzurro, veste i panni della mezzala atipica con ampia licenza di inserirsi (soprattutto quando Wiafe si allarga, per aprirgli la strada). A differenza della sfida con la Serbia, qui l’equilibrio non si sblocca presto. Anzi, nel primo tempo l’Italia non riesce a dare la scossa nemmeno con le fiammate di pressing alto. Sul taccuino restano un paio di occasioni (Iddrissou dal cuore dell’area, Sala dai 25 metri), ma il portiere Kostopec non deve agitarsi. A inizio ripresa il ritmo non cambia, anche se arriva l’occasione più nitida: Nardin a destra spinge fino al cross, sul palo opposto il tuffo di testa di Mosconi finisce poco lontano dalla porta. Peccato. È il 72’ quando Bollini prova a sterzare con i primi cambi: dentro Comotto e Marello per Liberali e Cocchi. Proprio l’interista Marello, specialista delle palle inattive, innesca una nuova situazione pericolosa: dal suo sinistro arrotato, su punizione dalla trequarti, nasce la zampata di Iddrissou che il portiere croato salva scendendo a terra con ottima reattività. Si capisce che il vento non è a favore. Nel finale matura anche un piccolo brivido per la porta di Pessina, su un tiro dai 30 metri, ma perderla senza mai subire sarebbe stato inconcepibile.

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