L'Italia è penultima in Ue per l'uso dell'IA tra i giovani

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L'Italia è agli ultimi posti in Europa per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa tra i giovani. Nella fascia di età compresa tra i 16 e i 24 anni, solo il 47,2% dei giovani nel Belpaese utilizza strumenti come ChatGPT o Gemini. La media europea è del 63,8%.
    Lo afferma Eurostat.
    Primi della classe, Grecia (83,5%), Estonia (82,8%) e Repubblica Ceca (78,5%). In fondo classifica, l'Italia è penultima, preceduta dalla Polonia (49,3%).
    I dati mostrano un divario generazionale. Nell'Ue, la percentuale di giovani che utilizzano l'IA è quasi il doppio rispetto alla popolazione generale (63,8% contro 32,7% nella fascia di età 16-74 anni). L'Ufficio statistico europeo sottolinea che le nuove generazioni stanno integrando queste tecnologie in diversi ambiti: il 39,3% dei giovani utilizza l'IA per l'istruzione, rispetto al 9,4% della popolazione totale.
    L'uso per scopi privati è più diffuso tra i giovani (44,2%) rispetto alla media generale (25,1%). Al contrario, l'uso professionale è stato relativamente simile tra queste fasce d'età (15,8% contro 15,1%), poiché molti giovani devono ancora entrare nel mercato del lavoro.
   

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