Le parole del Ministro dello Sport di Teheran ("Mai da chi ci bombarda") aprono scenari non regolamentati dalla Fifa sulla potenziale sostituta: Iraq, Emirati o addirittura - ipotesi remotissima - l'Italia se non si qualificasse ai playoff
12 marzo 2026 (modifica alle 14:26) - MILANO
Manca solo Vanuatu. O il Lesotho. Navigando sui social in questi giorni spuntano candidature improbabili per l'eventuale sostituzione dell'Iran al prossimo Mondiale qualora la nazionale di Teheran rinunciasse ufficialmente a partecipare all'edizione 2026 che si svolgerà negli Usa (oltre a Canada e Messico), Paese con cui la Repubblica Islamica è in guerra. I primi a farsi avanti sono stati gli iracheni, che - se riusciranno a superare le difficoltà logistiche per raggiungere Monterrey - si giocheranno a prescindere l'accesso nei playoff il 31 marzo contro la vincente di Bolivia-Suriname. Persino dalla Nigeria, eliminata nelle semifinali degli spareggi africani dalla Repubblica Democratica del Congo, sono spuntate voci di un ripescaggio delle Super Eagles (e il Camerun allora, finalista, quindi un gradino sopra Osimhen e compagni?).
i fatti
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Primo: l'Iran a oggi non ha comunicato nulla alla Fifa. Quindi, al netto dell'apertura di Trump ("Saranno i benvenuti") e delle parole del Ministro dello Sport, risulta ancora tra le partecipanti. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali - ha affermato Ahmad Donjamali in tv - Sono state prese misure malvagie intraprese contro l'Iran. Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare". Chiaro che sono frasi che non lasciano spazio a interpretazioni ma capire chi comanda davvero in Iran in questo momento non è semplice. E una decisione di questo peso dovrà sicuramente essere concordata dal Ministro con qualcuno che sta sopra di lui, al momento in altre faccende affaccendato... Secondo: non esiste una sola riga nel regolamento Fifa che specifichi cosa accade in una situazione del genere. Quindi non c'è una linea già tracciata da seguire qualora l'Iran si ritirasse. Terzo: il posto che Team Melli (il soprannome delle nazionali iraniane) lascerebbe libero, è della Asian Football Confederation. Che poi le venga restituito, questo è un altro discorso.
cosa può accadere
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Le ipotesi sono due. La prima parrebbe essere la più logica: l'Iran viene sostituito da un'altra asiatica. L'Iraq qualora i Leoni della Mesopotamia dovessero perdere la finale playoff, o gli Emirati Arabi Uniti, primi delle escluse avendo perso il doppio confronto con gli iracheni lo scorso novembre. La seconda: il posto viene concesso alla squadra meglio piazzata nel ranking Fifa tra le escluse. E qui entrerebbe in gioco l'Italia. Chiaro che noi tutti speriamo che non si debba arrivare a una situazione simile, con la nazionale di Gattuso quindi ammessa per propri meriti dopo aver battuto Irlanda del Nord e la vincente di Galles-Bosnia negli spareggi europei, ma nella malaugurata ipotesi di una sconfitta, gli azzurri sarebbero "papabili" in quanto in testa al ranking. Impossibile? Al 99% sì, perché la logica porta a dar peso alla prima ipotesi. Non si capisce per quale motivo il presidente della Fifa Gianni Infantino dovrebbe mettersi contro tutte le federazioni asiatiche con una scelta ben poco diplomatica. Curioso tra l'altro come una voce di un ripescaggio dell'Italia al Mondiale si fosse diffusa anche nel 2022, sempre a causa dell'Iran, ma allora si trattava di una possibile esclusione del Team Melli per non aver ammesso le donne allo stadio nella sfida con il Libano all'Imam Reza Stadium di Mashhad, esclusione che poi non arrivò.
i tempi
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Ah, non dimentichiamoci pure di un altro problema, ovvero quando tale decisione verrebbe presa. Ovvio che dipenderà dall'Iran e dalla data della sua eventuale rinuncia. E' lecito immaginarsi che la Fifa dia una deadline agli iraniani per banalissimi motivi organizzativi. I playoff che andranno a completare il quadro delle 48 partecipanti, aggiungendo 4 europee e 2 dal resto del mondo (l'altro lato del tabellone è quello che vede la RD Congo attendere la vincente di Nuova Caledonia-Giamaica) si chiuderanno il 31 marzo. La partita inaugurale tra Messico e Sudafrica si giocherà l'11 giugno allo stadio Azteca di Città del Messico, meno di due mesi e mezzo dopo. Impensabile che gli organizzatori possano attendere a lungo una decisione. Tutti gli sportivi sperano di vedere l'Iran negli Usa, perché sport e politica non dovrebbero mai mischiarsi anche se purtroppo il passato ci insegna che non va mai così.
La Gazzetta dello Sport
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