La dirigenza nerazzurra avrebbe preso il francese in prestito, ma l'Udinese lo cede solo a titolo definitivo. Per ora avanti con Acerbi e De Vrij
La serranda del mercato si abbassa in anticipo: questa la decisione presa dalla dirigenza dell'Inter. La difesa è giudicata all'altezza della situazione, anche perché non ci sono opportunità da cogliere in grado regalare maggiori certezze di Acerbi e De Vrij. E alla Pinetina - a meno di occasioni di mercato last minute - non arriverà neppure un attaccante in grado di sparigliare un po' le carte e regalare a Chivu caratteristiche diverse rispetto agli uomini offensivi già presenti in rosa. Un investimento, soprattutto quello legato al difensore, che non viene cancellato ma solo rinviato di qualche mese, perché è probabile che a gennaio l'Inter affonderà per regalare al nuovo tecnico un'alternativa in più dietro, prendendosi il tempo necessario per evitare di sperperare un tesoretto che esiste, ma la dirigenza nerazzurra non ha fretta di spendere. Domenica a San Siro tornerà Solet, uno che sulla lista degli obiettivi di mercato nerazzurri c'è stato e c'è ancora, in attesa di capire quali potranno essere eventuali sviluppi di una trattativa che nei prossimi mesi potrebbe decollare.
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Il profilo di Oumar Solet sembra fatto su misura per l'Inter. E infatti, certamente non per caso, da circa quattro anni il francese viene monitorato con grande attenzione dagli uomini mercato nerazzurri. Solet nasce come centrale difensivo ma può fare pure il braccetto - indifferentemente sia a destra sia a sinistra -, è giovane, già abituato a palcoscenici internazionali (con il Salisburgo conta 16 presenze tra Champions ed Europa League), ma soprattutto in grado di costruire gioco. Praticamente un regista prestato alla difesa: contro il Verona, all'esordio in questo campionato, il francese ha toccato il pallone 108 volte (per fare un paragone: Modric contro la Cremonese 89, Locatelli e De Bruyne nelle rispettive prime 67 e 65) smistandolo con un tasso di precisione pari all'88%. E, in un certo senso, San Siro l'ha già conquistato.
Nella scorsa stagione, quando l'Inter ospitava l'Udinese a fine marzo, il difensore bianconero fece stropicciare gli occhi ai tifosi interisti: immolandosi praticamente a peso morto cancellò un gol fatto a Frattesi, poi altre chiusure perfette, impostazione precisa e un primo gol con l'Udinese da sballo. Solet sistemò direttamente col petto un rilancio di Sommer, si fece una cinquantina di metri palla al piede e incastonò il pallone preciso preciso tra il portiere svizzero ed il palo. Ma per l'Inter, nessuna sorpresa. La dirigenza nerazzurra l'ha cercato anche quest'estate: all'Udinese ha proposto un prestito con eventuale diritto di riscatto, anche e soprattutto per tutelarsi in caso di condanna (Solet risulta indagato per una presunta violenza sessuale). Risposta: picche. O a titolo definitivo subito, o se ne riparla a gennaio. E così sarà. Perché l'Inter ha sì rinviato il colpo in entrata, ma in questo senso 6 mesi saranno utili anche per capire se effettivamente si potrà investire su Solet. Che resta nei pensieri di Marotta e Ausilio, ma da qualche giorno è entrato pure in quelli di Chivu: vietato concedere al francese una prestazione come l'ultima a San Siro.