L'aria condizionata può davvero farci ammalare?

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Caldo torrido fuori, aria fresca dentro: una microbiologa spiega i rischi nascosti

Eugenio Spagnuolo

29 agosto - 16:20 - MILANO

Nelle giornate più torride dell'estate, quando l'afa diventa insopportabile, il condizionatore è la nostra salvezza. Aria fresca, temperatura sotto controllo, umidità che non ci appiccica i vestiti addosso. Eppure c'è chi evita di accenderlo anche con 40 gradi all'ombra, convinto che faccia ammalare. Una paura infondata? Non proprio. Primrose Freestone, docente di microbiologia clinica all'Università di Leicester, ha pubblicato su The Conversation un'analisi che conferma alcuni timori: "Se un sistema di condizionamento non funziona correttamente o non viene tenuto bene, può contaminarsi con microbi infettivi. E questo può trasformarlo in potenziale fonte di infezioni, dal comune raffreddore alla polmonite". 

Sindrome dell'aria condizionata

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Il fenomeno ha perfino un nome: sindrome dell'edificio malato. "I sintomi possono includere mal di testa, vertigini, naso congestionato o che cola, tosse persistente, irritazione cutanea, difficoltà di concentrazione e stanchezza", spiega Freestone. E non si tratta di malesseri passeggeri: "La condizione tende a manifestarsi in persone che lavorano in ufficio, ma può colpire chiunque trascorra lunghi periodi in edifici climatizzati. I sintomi peggiorano più a lungo si rimane in un edificio e si alleviano dopo esserne usciti".

Uno studio indiano del 2023 ha confrontato 200 adulti sani che lavoravano almeno sei-otto ore al giorno in uffici climatizzati con 200 che non utilizzavano aria condizionata. Il gruppo "condizionatore" ha mostrato più sintomi compatibili con la sindrome dell'edificio malato nell'arco di due anni, soprattutto allergie. Ma il dato più preoccupante è altro: "Test clinici hanno dimostrato che chi è esposto all'aria condizionata può avere una funzione polmonare peggiore e assentarsi dal lavoro più spesso rispetto al gruppo senza condizionatore".

Batteri, virus e funghi

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Tra i colpevoli c'è la Legionella pneumophila, il batterio che causa la malattia del legionario: "Un'infezione polmonare contratta inalando goccioline d'acqua contenenti questi batteri. Tendono a crescere in ambienti ricchi d'acqua come vasche idromassaggio o sistemi di condizionamento". I sintomi? "Simili alla polmonite: tosse, respiro corto, dolore al petto, febbre e sintomi influenzali. Le infezioni da Legionella possono essere pericolose per la vita e spesso richiedono ospedalizzazione", avverte Freestone.

All'appello non mancano funghi e virus. Negli ospedali, alcuni ricercatori hanno trovato che "funghi come Aspergillus, Penicillium, Cladosporium e specie di Rhizopus si accumulano comunemente nelle aree ricche d'acqua dei sistemi di ventilazione ospedaliera". Un asilo cinese ha scoperto a proprie spese che anche il norovirus può viaggiare attraverso l'aria condizionata: venti bambini colpiti da gastroenterite per colpa dell'impianto di un bagno.

Ma guai a demonizzare i condizionatori: "In realtà possono anche aiutare a fermare la diffusione di virus trasportati dall'aria", precisa Freestone. "Le ricerche mostrano che dispositivi tenuti bene e sanificati possono ridurre i livelli circolanti di virus comuni, incluso il COVID". Dunque che fare? "Per prevenire le infezioni dobbiamo solo imparare a garantire una corretta manutenzione dei condizionatori". 

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