A partire da venerdì il presidente della Figc dovrà vagliare le candidature dei comuni in vista dell'Europeo e scegliere i cinque stadi che ospiteranno la manifestazione
Da che non lo voleva fare nessuno, ora ci stanno pensando un po' tutti. Anche perché restano solo pochi giorni per avanzare la propria candidatura. Con i riflettori puntati sulla scelta del ct, l'Italia del pallone si è quasi dimenticata che nel 2032 ospiterà l'Europeo insieme alla Turchia. E adesso, dopo anni di promesse e di progetti, è il momento di accelerare sul dossier stadi, che si preannuncia come uno dei più bollenti della gestione Malagò.
la situazione
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Pochi giorni fa (il 23 luglio), il Senato ha reso pubblico il D.L. n.108/2026 chiamato 'Disposizioni urgenti in materia di sport per lo svolgimento di grandi eventi'. L'articolo uno del lungo documento è completamente dedicato a Euro 2032 e dispone la "nomina di un commissario straordinario per la realizzazione e il completamento delle opere necessarie" allo svolgimento dell'Europeo. Già, le opere. Che poi, tradotto, sono principalmente gli stadi. L'Italia deve sceglierne cinque (e altrettanto farà la Turchia) entro ottobre 2026. E dovranno essere pronti almeno un anno prima della manifestazione, quindi nel 2031. Tanto che il presidente dell'Uefa Ceferin ha pubblicamente ammonito l'Italia: "Avete infrastrutture calcistiche tra le peggiori d’Europa. Se gli impianti non cambieranno, Euro 2032 da voi non si giocherà". Più chiaro di così...
le certezze
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Il tempo stringe, insomma. I comuni hanno tempo fino a venerdì per avanzare la propria candidatura al presidente federale Malagò. Fino a pochi mesi fa l'unica certezza era Torino, con lo Juventus Stadium. Poi sulle ali dell'entusiasmo del dopo Milano-Cortina, sempre più città hanno deciso di provarci. Partendo ovviamente da Milano e Roma. Il capoluogo lombardo conta di avere pronto il nuovo stadio, anche perché l'attuale San Siro non sarebbe nemmeno a norma. La capitale invece gioca su almeno due tavoli, forse tre: la ristrutturazione dell'attuale Olimpico (anche in ottica della candidatura ai Giochi del 2036) e il nuovo impianto della Roma a Pietralata. Poi c'è il Flaminio, su cui spinge la Lazio di Lotito. Nel frattempo, dopo anni di lavori, sarà pronto il nuovo Franchi di Firenze. Da capire invece quello che succederà a Napoli: da un lato il comune che punta al restauro del Maradona, dall'altro De Laurentiis che ha nel mirino un impanto di proprietà. Vedremo.
le altre candidature
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Le grandi città, certo. Ma non solo. Malagò riceverà i dossier anche di altri comuni, decisi a sfruttare la manifestazione come volano per riammodernare i propri impianti e ottenere anche i fondi per farlo. Genova, ad esempio, con lo Stadio Ferraris, ma anche il Dall'Ara di Bologna e il Bentegodi di Verona. Da sud arriveranno le candidature di Bari, Lecce, Cagliari, Palermo (che ha alle spalle il City Football Group) e persino Salerno, dove i lavori per il nuovo Arechi sono già stati avviati. La scelta finale spetterà alla Figc, che - di sicuro - non potrà accontentare tutti: un altro dossier bollente sulla scrivania del presidente Malagò.










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