Lo abbiamo visto conquistare tutto, poi cadere, rialzarsi e continuare a provarci. Dopo il Giro 2018, il caso salbutamolo e il gravissimo incidente al Delfinato, il britannico ora ha annunciato il ritiro ufficiale
Diciamo la verità. A Chris Froome abbiamo voluto davvero bene soltanto quando ha smesso di vincere. Prima non ci piaceva così tanto: in bicicletta ci sembrava un robot, era tutto il contrario di quel ciclismo romantico che ci aveva sempre fatto battere il cuore. Poi c’era chi sospettava anche di peggio, quelli ci sono sempre. Ma lui a un certo punto è diventato qualcos’altro: ha cominciato a rompersi, a cadere, a sbagliare, a non volersene andare, ed è stato allora che ci siamo finalmente riconosciuti in lui. Come noi anche Froome era imperfetto. Come noi fragile. Come noi indeciso. Come noi spaventato di quello che c’è dopo. E adesso che ha detto che sì, ha smesso, ci fa l’effetto di un vecchio divo del muto che lascia il cinema quando ormai da anni c’è Gene Kelly che canta sotto la pioggia. Che sarà mai, a 41 anni Chris è persino più giovane di Cristiano Ronaldo, che ha appena segnato il suo primo gol nella fase a eliminazione diretta dei mondiali. Cristiano aveva tre mesi e mezzo a Madera, la sua isola al largo della costa nord-occidentale dell'Africa, quando Christopher veniva al mondo a Nairobi, nella parte orientale del continente, da genitori inglesi.










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