Quattro sconfitte in altrettante partite, e il pasticciaccio del portiere di riserva, schierato proprio nella gara più importante e sostituito dopo appena 17 minuti per manifesta inadeguatezza: un episodio che è diventato il simbolo di una gestione già vicina al capolinea. L'avventura di Igor Tudor sulla panchina del Tottenham sembra infatti già ai titoli di coda.
La pesante sconfitta in casa dell'Atletico Madrid è l'epilogo di 25 giorni deludenti: tre scivoloni in campionato e un avvicinamento sempre più preoccupante alla zona retrocessione.
"L'allenatore sbagliato al momento sbagliato", titola impietosa la stampa britannica, che attribuisce gran parte delle responsabilità non tanto all'ex tecnico della Juventus quanto alla dirigenza degli Spurs, colpevole di una scelta ritenuta incomprensibile: quella del croato per sostituire l'esonerato Thomas Frank, lo scorso 14 febbraio.
Per il momento Tudor, ingaggiato come tecnico ad interim fino al termine della stagione, dovrebbe restare almeno fino al prossimo impegno di Premier League contro il Liverpool. Ma in caso di un nuovo passo falso è difficile immaginare che possa sedere in panchina anche nella gara di ritorno di Champions contro l'Atletico. A quel punto la priorità della società diventerebbe invertire la rotta per evitare una retrocessione che il Tottenham non conosce dal 1977. A soli dieci mesi dalla vittoria dell'Europa League, gli Spurs sono oggi a un punto dalla zona retrocessione, con nove partite ancora da giocare. E Tudor sembra aver già consumato la poca fiducia che aveva accompagnato il suo arrivo. Si sperava, come già accaduto alla Juventus, che il tecnico croato riuscisse a dare una scossa immediata alla squadra, portandola rapidamente in una zona più tranquilla della classifica e magari regalando qualche soddisfazione anche in Europa. La svolta però non è arrivata: i numeri parlano di 14 gol subiti e appena cinque realizzati.
Anzi, le ultime scelte sembrano aver incrinato anche gli equilibri nello spogliatoio.
Emblematica, in questo senso, la decisione di schierare titolare a Madrid il 22enne Antonín Kinskì. In appena 17 minuti il giovane portiere è stato protagonista involontario di due clamorose papere costate altrettanti gol agli Spurs, prima di essere sostituito tra i fischi e gli schiamazzi del pubblico spagnolo. Un'umiliazione pubblica con pochi precedenti nel calcio moderno, stigmatizzata anche dall'ex portiere della nazionale inglese Joe Hart, che ha definito Tudor "disumano".
Resta però senza risposta l'interrogativo che inquieta dirigenza e tifosi del Tottenham: dopo Tudor, chi potrebbe davvero invertire una tendenza che oggi appare sempre più difficile da arrestare? Forse è proprio la mancanza di alternative credibili ad aver finora salvato la panchina del tecnico croato.
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