Una missione segreta, un discorso di Allegri e...: così De Winter ha dimenticato il ciclone Hojlund

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Koni nel derby ha cancellato Esposito e Bonny. Max e Tare lo hanno aiutato a uscire dalla crisi post-Supercoppa e ora KDW è un titolare. Prossimo passo: la maglia rossa del Belgio

Luca Bianchin

Giornalista

11 marzo - 19:56 - MILANO

Chi ha detto che la pressione è sempre negativa? Koni De Winter, grazie alla pressione, ha cambiato vita. A Natale è stato il primo responsabile della sconfitta del Milan in Supercoppa contro il Napoli (molto male il confronto con Hojlund, l'eroe del match), due mesi e mezzo dopo è un titolare e ha appena giocato un gran derby: Pio Esposito e Bonny silenziosi per 90 minuti. Per capire perché sia successo, bisogna andare oltre il giocatore e conoscere la persona. De Winter è un uomo tranquillo, naturalmente sicuro di sé, a volte troppo. Sentire la pressione di San Siro e le regole di Allegri gli ha fatto bene: ha alzato il livello di attenzione e abbassato il coefficiente di rischio. Strafare non gli serve, ha qualità da giocatore forte. 

de winter: come arriva in italia

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Passo indietro. De Winter arriva in Italia in modo molto particolare, per un litigio tra Juventus e Zulte Waregem. I due club collaboravano ma discussero per il prestito di Nicola Leali, così la Juve, nel momento di massima tensione, offrì a Koni un posto nelle giovanili. Federico Cherubini partì dall'Italia in segreto e andò a casa dei genitori, ad Anversa, per convincerli. Preso: KDW lasciò Waregem e si trasferì a Torino. Iniziò da terzino (anche a sinistra!), poi venne spostato davanti alla difesa. La svolta in Primavera: Andrea Bonatti lo scelse come difensore centrale titolare, lo spostamento che De Winter suggeriva ai dirigenti. Finalmente nel suo ruolo preferito. "Koni ci ha sempre messo un po' per ambientarsi, in ogni step della carriera - dice Bonatti, oggi allenatore delle Dolomiti Bellunesi in Serie C -. Quando si trova a suo agio, però, mette la quarta e non lo fermi più. Ha grande personalità ed è intelligente. Gli ho sempre detto che, se non avesse sfondato con il calcio, sarebbe diventato un businessman". 

tre motivi per la rinascita

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Koni è partito piano anche al Milan. Ha cominciato in panchina, è rimasto logicamente deluso e ha sbagliato un paio di partite. Con il tempo, però, è salito di livello. Tre chiavi su tutte. La sua tranquillità: De Winter è un calmo naturale, in più non legge siti, social e giornali. La continuità: quando è diventato un titolare, ha cambiato ritmo. E un discorso che Allegri gli ha fatto nel momento più difficile: Max ha scelto di essere conciliante, gli ha semplicemente detto di continuare a lavorare, e Koni da lì ha preso fiducia. Anche Tare, il dirigente che sta di più con la squadra, è stato importante: prima e dopo la Supercoppa, ha tentato di rigenerarlo. Tutti insieme, hanno invertito la tendenza. 

pio, bonny e un gran derby

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Il derby di domenica è stato il contrario della stagione. Il meglio è arrivato subito, all'inizio. De Winter ai primi due palloni giocati in verticale è andato aggressivo e ha respinto Bonny. Quando è andato a duello con Pio Esposito, è uscito alla grande. Da lì in avanti, ha preso fiducia e ha controllato l'area. Ha dato un brivido ai milanisti solo nel finale, quando è andato a contrasto con Esposito in area. L'Inter ha chiesto rigore, Doveri ha controllato la musica in cuffia - nessuna segnalazione da Lissone - e ha tirato dritto. Sì, Koni De Winter è stato uno dei vincitori del derby. E adesso?

titolare nel belgio

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E adesso il Milan può aspettare Matteo Gabbia con calma. Lui e De Winter sono centrali differenti: De Winter è elegante, Gabbia ha quello spirito-Milan che KDW non può avere. Il vantaggio di Koni è poter giocare in tre posizioni su tre: funziona anche da braccetto di destra e di sinistra. Con il Milan ai minimi termini di queste settimane, la logica dice che De Winter giocherà tutte le partite, a destra, al centro o a sinistra. Il resto, chiedetelo a Rudi Garcia. Il Belgio nella sosta giocherà ad Atlanta contro gli Stati Uniti e a Chicago contro il Messico. De Winter non è mai stato nella formazione-tipo della sua nazionale ma si è affacciato ad alto livello nel momento giusto, a tre mesi dal Mondiale. I titolari al centro ora sono Theate e Mechele, con Debast infortunato da novembre. Mettiamola così, con Nesta e Cannavaro sarebbe stato più complesso.

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