Kimi: "Russell? Ora so di poterlo battere, ma tra di noi serve rispetto. E per il Mondiale..."

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Antonelli dopo il quarto successo di fila in Canada: "La gara è stata una lotta, ma io e George non vogliamo arrivare a una battaglia come quella del 2016 tra Rosberg e Hamilton, vogliamo cercare di mantenere una bella dinamica all’interno della squadra”. E poi: "Mi piacerebbe dedicare il successo a tutti gli sportivi italiani: Sinner, Bezzecchi, gli olimpionici..."

Giulia Toninelli

Giornalista

25 maggio - 07:53 - MILANO

Ormai è una tradizione. Dal sedile posteriore di una macchina che lo porta verso l’aeroporto di Montreal, pronto per il rientro in Italia nella notte di domenica, Kimi Antonelli si prende il tempo per metabolizzare il suo quarto successo consecutivo in Formula 1 e commentarlo al termine dei festeggiamenti con il team. Lo aveva già fatto a Suzuka, quando la vittoria non era bastata a togliergli la frustrazione di una brutta partenza.

Qui però le cose sembrano essere andate meglio al via. Sei contento delle modifiche apportate per risolvere i problemi delle partenze?

“Molto! Mi sono trovato davvero bene con le modifiche che abbiamo portato per migliorare questo fattore e sono contento del lavoro che ho fatto con Marcelo Martinelli (Senior Trackside Control Systems Engineer, ndr), l’ingegnere che lavora con me nella gestione di queste cose”.

Una vittoria arrivata al termine di un weekend di grandi battaglie con il tuo compagno di squadra George Russell. Cosa avete deciso sui futuri confronti in pista dopo la Sprint di sabato?

“Nell’incontro che abbiamo fatto dopo la Sprint, con anche Toto Wolff, abbiamo chiarito quello che era successo, e questa era la cosa fondamentale. Saremo liberi di correre tra di noi, ma ovviamente con rispetto. Durante il GP devo dire che la battaglia è stata bella ma ci sono stati ancora alcuni momenti al limite di cui sarà importante parlare perché non vuoi mai fare un incidente con il tuo compagno di squadra. L’importante è fare del nostro meglio per lavorare in modo corretto nel team perché non vogliamo arrivare a una battaglia come quella del 2016 tra Rosberg e Hamilton, vogliamo cercare di mantenere una bella dinamica all’interno della squadra”.

Non mi piace parlare di Mondiale a questo punto dell’anno ma la competizione c'è. La priorità però rimane  rispettarsi"

Kimi Antonelli

Ma le cose tra di voi sono un po’ cambiate dopo questo fine settimana?

“Ovviamente le cose erano in parte già cambiate al via di quest’anno perché nella passata stagione non ci siamo mai ritrovati nella posizione di poter lottare per il campionato. A me non piace parlare di Mondiale a questo punto dell’anno perché la stagione è ancora lunga ma sappiamo che lottiamo ogni weekend per qualcosa di importante, quindi la competizione c’è. Però ripeto: la priorità è che ci sia rispetto tra noi”.

Tra le quattro gare vinte finora, questa che posto ha nel tuo cuore?

“È difficile fare una classifica, le vittorie sono tutte belle! Ovviamente la prima, in Cina, è stata speciale perché la prima non si scorda mai. Miami invece per me è stata importante perché in termini di prestazione è stata quella che mi ha dato più soddisfazione. A Suzuka andavo forte ma c’è stata la safety car ad aiutarmi quindi è difficile dire se, alla fine, avrei vinto anche senza. Qui in Canada invece la battaglia con Russell è stata bella ma il suo ritiro per un problema tecnico non è stato qualcosa che vorresti vedere. Ciò che per me è più importante in un fine settimana come questo è sapere che ho dimostrato di poter tenere il passo di George anche su una pista in cui lui tradizionalmente è sempre andato fortissimo. Ora so che posso stare lì”.

Ti senti più sicuro nel confronto con il tuo compagno di squadra adesso?

“Sicuramente adesso so di poterlo battere e so che posso vincere le gare, questo mi dà molta energia. Ogni weekend è diverso e qui in Canada per esempio non mi sono sentito al 100% rispetto a George, penso di non aver performato al massimo nonostante tutto durante il fine settimana e capiterà anche in altre occasioni ma le sensazioni sono buone, la macchina è veloce e la condizione generale è ottima”.

Cos’è cambiato rispetto allo scorso anno?

“La stagione da esordiente per me è stata fondamentale perché in un anno di esperienza è come se ne avessi vissuti tre. Ho passato un sacco di momenti, attraversato tanti episodi, sia belli che brutti, e capito molto anche su me stesso. Il lavoro da fare con il team rimane tanto ma io come persona mi sento molto più in controllo della situazione, molto più tranquillo e consapevole del mio potenziale”.

Eri sul podio con Hamilton e Verstappen, che ti hanno anche sollevato sulle spalle per i festeggiamenti. Che emozione è stata?

“È stato bellissimo, un momento incredibile che ricorderò per sempre. Lewis e Max sono stati molto carini, mi hanno fatto i complimenti e condividere con loro questo risultato è stato speciale”.

C’è una dedica speciale che vorresti fare dopo questa vittoria?

“Ovviamente come sempre alla mia famiglia, al mio team e a tutti quelli che mi seguono e mi supportano. E poi qui mi piacerebbe dedicare il successo anche a tutti gli sportivi italiani che hanno e stanno facendo benissimo: gli atleti dei Giochi Olimpici, Marco (Bezzecchi) in MotoGP e Jannik (Sinner) nel tennis”.

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