Ancora nessun allenamento in gruppo per Kenan. Cinque giorni per recuperare e volare a Hong Kong
Ieri pomeriggio alla Continassa la Juventus si è ritrovata dopo la domenica di riposo concessa da Luciano Spalletti. I compagni hanno accolto per la prima volta il sorriso di Gleison Bremer che ha iniziato il programma di riabilitazione, ma oltre a lui altri tre calciatori (e mezzo) hanno seguito un lavoro differenziato: Kenan Yildiz, Khephren Thuram ed Edon Zhegrova, più Arkadiusz Milik che si è diviso tra la seduta in gruppo e gli esercizi ad hoc. I pensieri, nessuno si offenderà, sono però tutti diretti alla stellina turca che da quando si è unita agli altri bianconeri non ha ancora sudato insieme ai colleghi agli ordini di Spalletti. Il motivo è semplice, perché dopo un finale di stagione 2025-2026 vissuto a denti stretti tra un dolore al ginocchio e un fastidio al polpaccio - e con tanto di Mondiale da titolare -, l’assoluta e primaria necessità della Signora è quella di preservare il numero 10 per l’inizio della Serie A, fissata per il 23 agosto a Frosinone. Il problema, se così si può definire, è che dopo l’amichevole Juventus-Nizza la squadra bianconera prenderà il volo per Hong Kong - prima tappa della tournée estiva - e a oggi non è scontato che Yildiz abbia il suo nome su una carta d’imbarco.
Con i guanti di velluto
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Al momento dalla Continassa filtra ancora un cauto ottimismo, ma è ovvio che quel “cauto” resterà agganciato ai più rosei auspici almeno fino a quando Kenan non inizierà a sgambettare allo Juventus Training Center insieme ai compagni di squadra, immagine che per ora non si è vista. Da oggi i bianconeri torneranno a sfiancarsi nelle doppie sedute quotidiane, il che - per chi vede il bicchiere mezzo pieno - significa avere il doppio delle possibilità di ammirare il numero 10 al lavoro oltre i fastidi. Lo staff monitora la stellina di continuo e per la massima cautela con cui la Juventus sta trattando il nazionale turco l’unico vero termometro restano le sensazioni del diretto interessato, che quindi non permettono stime davvero benauguranti o preoccupanti: potrebbe tornare in gruppo oggi come tra diversi giorni e finché non lo farà, la sua partecipazione alla tourné andrà considerata a rischio. Considerando che dal mercato mancano ancora due pezzi grossi (un attaccante di livello e il primo portiere) e che Khephren Thuram non volerà a Hong Kong e in Australia, il rischio concreto di Spalletti e di volare con metà formazione tipo.
Dov’eravamo rimasti
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In primavera Yildiz e l’allenatore della Signora avevano stretto una sorta di patto, su spinta dello stesso calciatore: l’infiammazione al ginocchio sinistro non poteva essere ignorata, ma Kenan non aveva intenzione di mollare la sua squadra nel momento decisivo della corsa alla qualificazione in Champions League e quindi Spalletti aveva accettato di dosarlo con cura, gestirlo e prestare attenzione alle sue smorfie. Il turco aveva dato il suo contributo spremendosi per quanto possibile, ma la gestione dei carichi durante la settimana non gli aveva comunque restituito l’esplosività necessaria per trasformare in realtà i suoi splendidi spunti. A fine stagione, poi, pure un fastidio al polpaccio si era messo in mezzo e con la Turchia aveva cominciato a spingere con leggero ritardo, per concedersi del riposo. Ora le vacanze post-Mondiale gli hanno fatto bene e i dolori veri sono solo un ricordo, ma in casa Juventus vige la regola del buon senso: è meglio peccare di eccesso di attenzione in estate piuttosto di ritrovarsi con le stesse complicazioni a stagione in corso, quando il campionato e l’Europa League non daranno tregua alla Signora. Certo, una tournée senza il giovane volto del popolo bianconero renderebbe tutta l’estate juventina meno magica, nello scenario di un calciomercato ancora non decollato e di una realtà con poche certezze e tantissime incognite. In ogni caso, meglio andarci con i piedi di piombo.










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