Juve, hai un tesoro da 150 milioni: da Thuram a Gatti, il "low cost" che funziona

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In questi anni diversi giocatori acquistati a prezzi contenuti si sono valorizzati. E potrebbero garantire incassi preziosi al club bianconero

Marco Iaria

Giornalista

5 aprile - 18:20 - MILANO

Kenan Yildiz è la pietra più luccicante, il gioiello fuori categoria. Ma la rosa della Juventus, pur tra le difficoltà del piano di rilancio sportivo ed economico, nasconde altri giocatori che si sono valorizzati dal giorno del loro arrivo a Torino. E questi, a differenza del blindatissimo numero 10, rappresentano plusvalenze non solo latenti. Il club si ritrova così un potenziale tesoro di circa 150 milioni. Nello specifico, parliamo di Thuram, Cambiaso, Kalulu, Gatti e Miretti: investimenti a basso costo, o addirittura a zero, che promettono un ritorno significativo, a giudicare dai valori di mercato delle principali piattaforme, con l’ulteriore attrattiva di stipendi sostenibili. 

stime

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Thuram è stato prelevato nell’estate 2024 dal Nizza per 21 milioni. A giugno il suo costo residuo a bilancio sarà di 12 milioni, mentre la sua quotazione attuale — facendo una media tra le stime delle società specializzate Football Benchmark, Transfermarkt e Wallabies — è di 43 milioni. Cambiaso è stato acquistato nell’estate 2022 dal Genoa per 8,5 milioni, diventati 16 includendo bonus e commissioni. A giugno il costo residuo sarà di 6 milioni, a fronte di un valore di mercato di 35 milioni. Kalulu è stato riscattato lo scorso giugno dal Milan per 14 milioni e ora pesa a bilancio per 10 milioni. Il suo valore attuale è di 29 milioni. Ancora meno è costato Gatti: 9 milioni complessivi per acquistarlo dal Frosinone nel 2022. Il costo residuo è di 4 milioni, mentre il valore di mercato è di 21. Infine, Miretti, prodotto del vivaio, ha una valutazione di 18 milioni. Non è detto che i giocatori vengano ceduti: molto dipenderà anche dalla qualificazione alla Champions League. Ma è certo che un’eventuale vendita produrrebbe, in questi casi, una plusvalenza. Ossigeno puro per i conti. Nel complesso, la rosa di prima squadra vale realisticamente circa 300 milioni in più del valore di bilancio (240 milioni al 31 dicembre 2025). E in organico ci sono altri calciatori che, per effetto degli ammortamenti già effettuati, presentano quotazioni di mercato superiori a quelli di carico e, quindi, potrebbero generare ulteriori plusvalenze: Bremer, costo residuo a giugno di 21 milioni (51 il costo d’acquisto), valore di mercato 38; Locatelli, costo residuo di 10 milioni (38), valore di mercato 32; McKennie, costo residuo di 2 (31), valore di mercato 28. E Boga, destinato ad essere riscattato a 5 milioni, ha una quotazione di 9, in crescita. 

conteggi

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Nella scorsa stagione la Juventus ha realizzato ben 110 milioni di proventi dal player trading, trainati soprattutto dalle cessioni di giovani cresciuti nella Next Gen, progetto in grado di generare ricchezza: plusvalenze di 22 milioni per Soulè, 14 per Huijsen, 13 per Fagioli, 12 per Iling-Junior e così via. Va detto, peraltro, che gli effetti positivi di diverse operazioni si sono ampliati nel tempo attraverso bonus e percentuali sulla rivendita (sell-on-fee). Così, i proventi complessivi per Soulè ammontano a quasi 30 milioni e quelli per Huijsen a 23, mentre Muharemovic – ceduto per 2 milioni – garantirebbe alla Juventus il 50% sulla futura rivendita, qualora venisse trasferito dal Sassuolo. Nell’estate 2025 i bianconeri hanno registrato solo 32 milioni di introiti dal player trading (principalmente grazie ad altri due elementi passati dalla Next Gen, Savona e Mbangula), ragion per cui diventa ancora più importante disporre di asset da monetizzare. C’è un business plan che punta al pareggio di bilancio nel 2027 e ci sono i parametri Uefa: dallo “squad cost ratio” alla “football earnings rule”, il calciomercato resta una leva fondamentale.

saldo

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Se gli acquisti “low cost” si sono rivelati in gran parte azzeccati e un giocatore deludente come David, costato 12,5 milioni di commissioni, presenta comunque un valore di mercato più elevato (40 milioni), i colpi più onerosi degli ultimi anni hanno invece reso al di sotto delle aspettative, da Douglas Luiz a Koopmeiners fino a Openda. Su un totale di 350 milioni di investimenti al netto delle cessioni nell’arco del quinquennio, il bilancio complessivo è inevitabilmente rappresentato da ciò che è avvenuto sul campo: una Juve non competitiva nella lotta scudetto e mai oltre gli ottavi di Champions, con il rischio di non arrivare tra le prime quattro in questo campionato. Tuttavia, la fucina della seconda squadra e alcuni affari riusciti, insieme alla costante riduzione degli stipendi dal 2020-21, consentono di intravedere una certa prospettiva per il futuro bianconero.

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