Spalletti apprezza il portiere del Parma per il suo gioco palla al piede. Contatti continui, il Parma chiede 30 milioni
Tra non molto Zion Suzuki non sarà più un giocatore del Parma, su questo ci sono ormai pochi dubbi. Gli emiliani hanno fatto pace con l’idea di perderlo e nel frattempo si sono già tutelati acquistando dalla Juventus il promettente Giovanni Daffara, per 6 milioni di euro. Insomma, a Parma si è già voltato pagina, ma adesso per il club arriva la parte in cui si incassa, quella più interessante. Proprio la Signora è in prima fila per affondare il colpo sui guantoni del giapponese nato in New Jersey, ma non è sola. A fare da terzo incomodo c’è infatti un minacciosissimo Paris Saint-Germain che senza dubbi non avrebbe problemi a corrispondere al Parma i 30 milioni di euro fissati come richiesta del cartellino, né ad assicurare al calciatore un ingaggio sufficiente ad affrontare il caro-prezzi della capitale francese. La sfida bianconera, insomma, è ardua.
sulla bilancia
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Non si vive di solo soldi, però, e la Juventus crede ancora di poter investire Suzuki della custodia della porta che Michele Di Gregorio lascia dopo due stagioni di alti e bassi. Altrimenti, ça va sans dire, i dirigenti della Signora avrebbero già mollato la presa. Invece no, i bianconeri sono convinti di avere ancora le carte per convincere club e giocatore e sono determinati a tentare mettere l’operazione sui binari giusti. I contatti con l’entourage del calciatore sono infatti continui e anche con il Parma - con cui ci sono buoni rapporti - il dialogo è aperto. La vera attrattiva che la Juventus può proporre a Suzuki è il posto da titolare assicurato, progetto che al Psg non è ragionevolmente possibile: l’idea dei bi-campioni d’Europa, infatti, è quella di assicurarsi un portiere in ascesa e crescerlo facendone prima una seconda linea o prestandolo dove può giocare titolare. Zion non è insensibile al fascino dei dominatori di Francia - chi lo sarebbe... -, ma la partita non è chiusa.
applausi da luciano
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Applausi da Luciano Nello scenario descritto di un’operazione ambiziosa con concorrenza agguerrita, ha un posto importante il parere di Luciano Spalletti, che non ha mai nascosto l’apprezzamento per Suzuki. A farsi apprezzare dall’allenatore bianconero non sono però soltanto le evidenti qualità tra i pali, ma in particolare l’abilità e la disinvoltura con cui il giapponese del Parma riesce a gestire il pallone tra i piedi anche nelle azioni in cui scotta. Secondo l’ex commissario tecnico, infatti, nel calcio “uomo contro uomo” è fondamentale avere a disposizione un portiere che sappia trattare la palla come un giocatore di movimento, perché così anche lui può contribuire a gestire l’aggressività senza tremare tra uno stop e un controllo orientato. Questo non è un dettaglio e, anzi, spiega il motivo per cui la dirigenza si sia presa qualche giorno in più anche se, sulla carta, sarebbe ideale virare su un profilo più raggiungibile e spedirlo alla Continassa da Spalletti.
Vicario resiste
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Quel profilo più raggiungibile ora è a Londra, è italiano e non ha preso parte alla tournée estiva del Tottenham Hotspur. Ai margini del progetto di Roberto De Zerbi, gradirebbe tornare in Serie A e sarebbe probabilmente acquistabile in prestito con diritto di riscatto. Più defilato, ormai, il nome di Emiliano Martinez dell’Aston Villa: costa troppo.










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