Juve, 128 giorni dopo riecco Vlahovic: il suo peso nella corsa Champions

2 ore fa 2

Dusan non è titolare da oltre 4 mesi, Spalletti è pronto a rilanciarlo già a partire dal Genoa

Matteo Nava

Giornalista

4 aprile - 08:20 - MILANO

I due allenamenti del fine settimana daranno il loro verdetto, ma intanto l’auto-candidatura di Dusan Vlahovic è forte e convinta. Troppi sono stati i 128 giorni di assenza dalla formazione titolare della Juventus e troppo alta è la posta in gioco della Signora in questo finale di stagione. No, in questo caso il campo centrale non è la trattativa per il rinnovo di contratto - che pure si ritaglierà il suo tempo in questo mese di aprile -, ma soltanto il campo. Lo aveva salutato incredulo uscendo dal terreno di gioco per infortunio lo scorso 29 novembre e poi se lo è tatuato nella testa come unico obiettivo negli oltre quattro mesi che ora lo hanno riportato alla corte di Luciano Spalletti. Da questo punto di vista gli 11 minuti - più recupero - disputati nello scorso turno di campionato contro il Sassuolo sono stati solamente un gustoso assaggio di ciò che l’attaccante serbo si sta prefigurando. 

Tempra

—  

No, Vlahovic non smania “soltanto” di tornare titolare nella Juventus, ma ha tutte le intenzioni di prendere per mano la sua Signora e trascinarla verso un obiettivo che è tanto cruciale per il futuro prossimo del club quanto complicato da raggiungere per via di una concorrenza che fa paura per talento e continuità: la qualificazione in Champions League. Certo, i cuori più freddi consiglierebbero a Dusan di procedere per gradi e pensare soprattutto a raggiungere gradualmente la sua condizione migliore, ma il serbo in quel petto ha le fiamme e vede oltre la partita di Pasquetta (ore 18) contro il Genoa, che rappresenta soltanto il primo passo di uno sprint finale di cui Vlahovic vuole essere uomo decisivo. Rispetto a 15 compagni di squadra il numero 9 bianconero ha avuto modo di riposarsi durante la sosta per le nazionali e di lavorare con calma insieme a Spalletti, gli altri non convocati e alcuni componenti della Next Gen. Non è un dettaglio: dopo l’ovazione di battesimo dell’Allianz Stadium, Dusan si avvicina al “bis” davanti al suo pubblico dopo due settimane in cui ha pensato soltanto in bianconero mettendo nel mirino il rossoblù genoano. Ora sta facendo di tutto per mostrarsi pronto a capitalizzare il lavoro dell’ultimo quadrimestre. L’allenatore scioglierà probabilmente le riserve all’ultimo - come consuetudine - anche per valutare le condizioni di tutti gli attaccanti, ma gli esperimenti con Kenan Yildiz o Jérémie Boga “falsi nove” hanno convinto solo in pochi casi e soprattutto a partita in corso, mentre la doppietta su rigore con il Canada di Jonathan David non sembra poter ribaltare il recente declassamento dell’ex Lilla ad arma dalla panchina. Ballottaggi aperti, l’idea Vlahovic prende quota. 

Corsa a tre

—  

Ogni traguardo prevede un volto in copertina e Vlahovic vuole metterci il suo, non per vanità ma per la dedizione alla maglia che ha sempre dimostrato, per quel popolo che lo ha sì punzecchiato di tanto in tanto fino a fischiarlo, ma anche osannato come un re e aspettato con speranza durante l’infortunio fino ad accoglierlo con un boato. Di fatto, quindi, il serbo è pronto a lanciare il guanto di sfida ad Anastasios Douvikas del Como e Donyell Malen, il finalizzatore dell’incantevole orchestra di Cesc Fabregas e lo strepitoso rinforzo invernale di Gian Piero Gasperini: sarebbe bellissimo, per lui e per la Juventus, firmare la rimonta da Champions League, ma serve trasformare i sogni in realtà.

Leggi l’intero articolo