Rafael era stato accusato dall'avversario di trarre vantaggio dalle interruzioni del match per il cambio delle scarpe
Pellegrino Dell'Anno
18 agosto - 16:57 - MILANO
Il tema dominante degli ultimi giorni di tennis, nonostante l'attività agonistica a Cincinnati entri nel vivo e si affollino gli interrogativi sulle presenze di Sinner e Alcaraz allo Us Open, riguarda Rafael Jodar. Lo spagnolo continua imperterrito a vincere, ha raggiunto gli ottavi di finale per il quarto Masters 1000 consecutivo, e dovrà affrontare Cobolli in una sfida da non perdere. È arrivato così lontano nel torneo vincendo una partita pazzesca contro Shapovalov, rimontando da 1-5 nel terzo e annullando match point. Una vittoria però "macchiata" dalle lamentele del canadese, che ha accusato Jodar di aver interrotto volontariamente la partita mentre era in svantaggio per cambiarsi i lacci rotti delle scarpe. Un pensiero maligno che deriva anche dal fatto che sia capitato più di una volta al giovane spagnolo, che ha però subito fugato le accuse ("è una situazione che non posso controllare, per la prossima partita cercherò di avere delle scarpe pronte"). E ora anche dalla Spagna è arrivata la spiegazione a "proteggere" Jodar.
Problema
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C'è infatti una spiegazione praticamente fisica al problema dei lacci delle scarpe dello spagnolo. Che in effetti perde più tempo del dovuto per sistemarle ogni volta, quando dovrebbe avere la prontezza di assicurarsi di averne già un paio pronto, come si trattasse delle racchette. Questo perché il suo tipo di tennis, sopratutto sul cemento, rende abbastanza frequente la rottura dei lacci. Jodar infatti gioca ogni punto come fosse l'ultimo, e anche sulle palle più scomode da raggiungere prova in qualche modo ad arrivare, in molti casi scivolando. Quando scivola, per quanto lo faccia in maniera fluida, quasi sempre la parte posteriore del piede di richiamo è rivolta in maniera verticale verso il terreno di gioco. Dunque la scivolata crea attrito tra il suolo e la scarpa, rompendola e usurandola. E in effetti la calzatura danneggiata la scorsa partita, che tanto ha causato l'ira di Shapovalov, è sporca di vernice blu, quella del colore del campo di Cincinnati, dopo che lo spagnolo si era fermato per cambiarla. Una spiegazione precisa, quella dell'attrito, e immagini inconfutabili che confermano la bontà delle azioni di Jodar. Semplicemente sfortunato in determinate occasioni per le proprie scarpe, senza nessun tipo di trucco o strategia per ingannare l'avversario o spezzargli il ritmo. Anche perché le scarpe Adidas, sponsor tecnico dello spagnolo, negli anni hanno causato spesso problemi a chi le indossa.
Storico
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Stefanos Tsitsipas, varie volte accusato di perdere tempo appositamente, quando per il toilet break quando per cambiare le scarpe, è stato spesso costretto a fermarsi nei propri match a causa di problemi con i lacci. Le accuse erano diventate talmente frequenti che il greco fu costretto a chiedere ad Adidas un tipo diverso di calzature, quantomeno più resistenti, per avere maggiore serenità in campo. Anche Jakub Mensik, specie ad inizio carriera, spesso interrompeva i propri match per situazioni di questo tipo. Si tratta in fondo di una cosa anche comune, che può capitare. Nel caso di Jodar ha fatto scalpore perché le sue vittorie e lo stato di forma clamoroso lo stanno ponendo sempre più al centro dell'attenzione e perché, come spiegato, ultimamente gli è accaduto più di una volta. Da parte sua, per combattere accuse e malelingue, non deve far altro che adeguarsi alla situazione e arrivare ai match con più di un paio di scarpe già pronti per l'utilizzo. Così da ridurre i tempi di pausa per cambiarle. Per quanto il suo tennis non sembri risentire di tutte queste parole, e Rafa appaia sempre più pronto per il grande salto definitivo








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